Care famiglie: immortalate il momento del valore umano e spirituale
Care famiglie: immortalate il momento del valore umano e spirituale

Care famiglie: immortalate il momento del valore umano e spirituale

Care famiglie, quest’anno, forse, come ennesimo preludio di quello passato, le difficoltà sono molteplici. Nessuno che guardi al senso stesso del beneficiare di ciò che si ha, ma alla costante ricerca del regalo più bello e costoso da fare. Si perde. Così, il senso stesso dell’importanza individuale dettata dallo spirito e non, dal valore economico.

Care famiglie, qual è il senso del vostro essere presenti?

Nel tempo, negli anni, col vissuto e la drammaticità del dolore, si comprende che è proprio ciò che non si può acquisire col denaro, a fare da sfondo della nostra vita. E allora, a fronte di tale ineluttabile verità, qual è l’affanno che vi preclude dal senso stesso del denaro e dai suoi ancoraggi? Perché vi adoprate per cercare ciò che costa di più, e non quello che vale di più? Il senso stesso dell’individuo a fronte dei suoi simili è la donazione di tempo, di ascolto, di comprensione e d’amore. Niente che possa essere acquistato col beneficio dell’interesse economico. La presenza spirituale, si riconduce a valori moralmente intrinsechi dell’essere che ha ceduto il tutto, in funzione del business societario.


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Esserci, presenziare e dare: ecco cosa dovremmo aver compreso

Perché di tutto ciò che abbiamo passato, dovremmo aver compreso come, riempire e colmare quei lunghi vuoti di assenza, atti alla costrizione della libertà personale per un bene più grande: quello comune. Ma sebbene la premessa si mostri davvero bella, il senso stesso, non è riconducibile a questa. Perché di tutto, bubiamo compreso come tutelarci, ma non come tutelare. Si riconduce a un discorso egoistico, non collettivo. Ecco perché ancora, nonostante non abbiamo più un soldo, ci strappiamo i capelli per fare doni costosi. Ci importa quello che gli altri pensano di noi, ma non di quello che davvero siamo, piuttosto di ciò che abbiamo da mostrare.

Invece, dovrebbe essere così…

Anche quest’anno, nudi e spogli di ciò che avevamo, costretti a vivere nella sopravvivenza e nella sussistenza. A. Limite della soglia che ci permette di arrivare a fine mese, guardo al prossimo. Lo guardo con occhi pieni di rammarico, delusione. Perché di tutto ciò che abbiamo passato, del fatto storico in sé, non abbiamo compreso nulla. Indaffarati o meno nelle questioni personali, scansiamo ciò che per tempo ci è appartenuto e, ad oggi, ancora ci appartiene. Ma. L’eleganza di ciò che agli altri dobbiamo mostrare, è più forte della stessa verità. Essa elargita nel silenzio della buia notte che mostra i demoni di sé. Ancorata al fatto che i conti si facciano con l’essere spirituale e non, con quello materiale. Dal dolore non abbiamo compreso la guarigione, dal male, non abbiamo fatto eccezione del bene.”

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