Limiti mentali: come agiscono sulla nostra mobilità?
Limiti mentali: come agiscono sulla nostra mobilità?

Limiti mentali: come agiscono sulla nostra mobilità?

I limiti mentali, appartengono a un meccanismo che pare essere psicologicamente vincolante e talvolta paradossale. Ma sono gli stessi che ci impongono la non-riuscita di un determinato scopo, obiettivo o stato d’animo. Agiscono subdolamente come se fossero voci fuori campo che descrivono una scena già preannunciata.

I limiti mentali come distrazione da noi stessi?

Iniziamo col concepire che, di per sé, l’essere umano ha bisogno di comprendere ogni minimo tassello che, si traduce come passo nella vita che sceglie ( o meno..) di percorrere. Ed è proprio da tale dovere di comprensione che nasce un ulteriore pezzo di puzzle: le molteplici domande che si pone. Per esse, esistono solo due bivi: il primo conduce alla necessità di credere che la risoluzione sia davvero ottimistica, il secondo è il suo perfetto contrario. Ma anche nella prima strada, si ineriscono viscidamente, un sacco di varianti e variabili, che pongono solo altre domande. Una volta che il quadro della situazione ci è più chiaro, dobbiamo quindi sorpassare tutte quelle questioni che mettono un paletto di fermo ogni volta: il limite


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Il primo passo: agire senza presupposti

Potrebbe sembrare davvero tutto e il contrario di sé, ma pensate a quando dobbiamo, necessariamente agire contro il tempo per un imminente pericolo. Il nostro cervello non ha tempo per ricondurre a tutte quelle domande che vi sareste posti in un’altra condizione per cui, agisce. Senza schemi, senza tasselli e senza preamboli. E la risoluzione dello stesso, si potrebbe condurre alla soluzione della problematica in sé. Con la dovuta riuscita di quanto la vita vi ha chiesto di fare. Il fardello delle domande che vi portare appresso ogni volta, forgia una catena del vostro spirito. Tele, non fa librare le vostre idee e nemmeno, l’ottenimento di quanto previsto. Ecco perché pensare al di fuori degli schemi, senza seguire una massa, ma con pensiero liberare, esplica una riuscita migliore.

Le catene del fardello delle domande

Ogni domanda, ogni tassello di limite che con esse vi imponete, rimanda a una catena metaforica che ancorate allo stato in cui vi siete trovati al punto di partenza. E ciò. Si traduce, sicuramente, con la non- riuscita della vostra vita. Già, perché non si tratta di un atteggiamento mentale applicato a un singolo caso, bensì, a una conseguenza e concatenazione di azioni del vostro essere e del vostro vissuto. “Chissà se ce la farò”, “magari stavolta sarà diverso”, sono tutte frasi che rimandano all’ancoraggio del limite che si contrappone tra voi e il vostro obiettivo. Ciò, perché già vi prefiggete una possibile non-riuscita dalla stessa questione primaria. Ecco perché è estremamente importante non auto-discernersi da ciò che è lo stesso ottenimento: “faccio così!” L’inconscio non prende alla leggera questo tipo di affermazione, perché dovreste farlo voi?

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