Il fardello di Dio: quanto siamo disposti ad ascoltarlo?
Il fardello di Dio: quanto siamo disposti ad ascoltarlo?

Il fardello di Dio: quanto siamo disposti ad ascoltarlo?

In questo mondo, fatto di follia malsana, inneggiante a se stessa, c’è chi porta il fardello di Dio. La capacità di coesistere col mondo terreno, ma la rivalsa d’appartenere a quello spirituale. Un compito, una missione che non solo, non porta a colui che lo detiene la beatitudine, ma lo costringe al dolore dell’oblio e della frustrazione.

Chi porta il fardello di Dio?

Coloro che hanno accolto il suo messaggio, i prescelti di un viaggio che non termina finché, l’ultima missione terrena, non è stata portata a compimento. Si prendono il dolore altrui, per lasciare l’essere nella grazia che gli è concessa. Ma loro, portatori di dolore e fardello, vivono destreggiandosi tra i meandri di un mondo che non gli appartiene. Dotati di libero arbitrio solo nella scelta della presa in carico di tale dono, che risulta per gli altri il nonnulla della questione. Ma non si rammaricano e, non possono farlo. Una volta presa la via celestiale della scelta del sé, sebbene stanchi o divorati dalla rabbia e dal rancore altrui, proseguono dritti con le fiamme dell’inferno nell’anima.


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La pretesa di ascoltare l’altissimo bestemmiando il Suo nome

Lo invochiamo vero? Quando qualcosa non va, bestemmiano il Suo nome, riducendoci a essere il frutto della menzogna fino alle origini del male. Ma ciò che non ci va proprio di fare, è ricondurci a lui mediante la cura dello spirito. Eh no, perché è faticoso e poi.. non serve a nulla giusto? Ma le ferite che gli provochiamo, non interessano il collettivo comune purché sia lo stesso a beneficiare della grazia divina. Ma le cose, non funzionano proprio così. Noi nasciamo con la consapevolezza dei passi che dovremmo fare? No. Ci addentriamo a scoprire il mondo un pò alla volta, dando sempre la colpa a Lui. Quando qualcosa non va secondo i piani prestabiliti.

L’assenza di dolore è peccato

E adesso vi spiego anche il senso del titolo. Colui che nella propria vita non ha mai subito dolore, risulta un peccatore. Il dolore infatti, esorcizza il nostro essere, fino ad innalzare lo spirito al divino. Ecco perché, nonostante le tante preghiere, richieste ecc.. il Signore non si palesa a voi. Coloro che hanno, mediante esso, compreso l’umanità dell’essere, hanno un rapporto diretto con Dio. Perché la comprensione e il filo logico, viaggiano sul passo dell’espiazione, non sulla richiesta fine a se stessa. Sono compiti, missioni che ci affida, ma nella maggior parte dei casi, ciò che riceve, è un secco rifiuto.

Un commento

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