Burattini o burattinai? La scelta risiede in chi vogliamo essere
Burattini o burattinai? La scelta risiede in chi vogliamo essere

Burattini o burattinai? La scelta risiede in chi vogliamo essere

Burattini o burattinai? La scelta di vita è plausibile, opinabile, ma non contestabile, all’esigenza di chi decidiamo di essere. Vogliamo essere presenti nella nostra vita, o credere che siano gli altri a poterla gestire per conto nostro? Che decidano gli orari, gli schemi e la fantomatica presenza ancestrale del “è merito mio se adesso sei chi sei”?

Il ragionamento illogico: essere burattini o burattinai?

Nella realtà dei fatti, un occhio attento e un cervello pensante, comprenderebbe che, in entrambe le ipotesi, il ragionamento sarebbe di per sé illogico. Quindi, perché vi sto parlando di questo? Perché il pensiero libero dell’essere, ha cessato di fatto, la propria esistenza. Non esiste lo schieramento di burattino o burattinaio come vi vogliono fare credere. In entrambi i casi, la faccenda si ridurrebbe ad essere schiavi di qualcuno o, di se stessi. Ecco perché non ha senso di esistere, ecco perché che siate da una parte o dall’altra, non avrete mai la libertà di decisione.


Limiti mentali: come agiscono sulla nostra mobilità?


Il controllo ci riduce a vittime del sistema che creiamo

E siamo sempre alla ricerca di un continuo controllo sulla vita altrui (burattinaio), mentre altri individui, aspettano che siamo gli altri a risolvere i loro problemi ( burattini). Mentre nel contesto primordiale del mondo e della civiltà umana, pensate.. c’è ancora chi, in silenzio, cerca la soluzione dentro di sé. Questi individui introspettivi, hanno ben compreso di non desiderare catene, né le loro né d’altri. Anzi, cercheranno di scioglierle tutte, di togliere la morsa che stringe le caviglie o i polsi. Perché sono proprio loro a lottare per il senso di libertà condiviso, ma mai realmente voluto da nessuno.

ConCATENAZIONI di vittimismo

Il Burattinaio, sarà sempre incatenato al burattino che cerca di manovrare, di portarlo da parti illogiche. Mentre, il burattino, avrà sempre il desiderio di essere giostrato e soggiogato da giochi di ruoli che devino l’aspettativa della responsabilità su qualcuno che manovri la sua intera esistenza. Né deriva che egli, sarà sempre alla mercé di se stesso, abbandonando di fatto, il consenso della sua mente di restare un essere libero e mai limitato. Si riduce ad un estremo vittimismo che, si conCATENA a se stesso e, da origine alla disperazione del sé che, grida a gran voce il desiderio di libertà.

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