D’Alema rientra nel Pd: “Guarito dal renzismo”
D’Alema rientra nel Pd: “Guarito dal renzismo”

D’Alema rientra nel Pd: “Guarito dal renzismo”

Mi viene da ridere quando si confermano le cose che avevo previsto è scritto, sono il più forte in questo gioco, D’Alema rientra nel Pd: “Guarito dal renzismo”. Scusate la presunzione ma quando ci vuole ci vuole.

D’Alema rientra nel Pd: veramente guarito dal renzismo?

L’uomo più potente della sinistra italiana da più di trenta anni a questa parte rientra in gioco. L’eminenza cremisi ha saputo attendere il passaggio del cadavere di Renzi. Si era messo da una parte, in silenzio ad attendere che l’inutile rottamatore tradisse tutti e tutto, arrivando a rottamarsi lui stesso, cioè: Matteo Renzi, il più inutile di tutti I politici esistenti. D’Alema ha giocato la sua meravigliosa partita a scacchi, muovendosi trasversalmente tra fondazioni, congressi e incontri al chiaror di luna. Il grande cremisi, preannunciò il suo rientro, dettando strategicamente una linea giocata esternamente attraverso una dichiarazione: “È ora che una donna vada al colle”. Era chiaro l’avviso, come a dire: io sono qui e sono pronto. A questo punto, non importa quale ruolo vada ad occupare, forse anche nessuno (ho detto forse). In un PD evidentemente derenzizzato (ma comunque vivendo altri drammi) D’Alema occuperebbe quella posizione strategica che evidenzierebbe o lo evidenzierebbe, come uno dei pochissimi veri politici in attività.

Il d’alemismo

È tutto vero, proprio perché a dare l’annuncio è D’Alema in persona, e le sue parole hanno avuto lo stesso effetto di un terremoto. “D’Alema rientra nel Pd e parla di malattie? Lui è un esperto, avendone vissute e provocate molte fin dai tempi del Pci-Pds. Il Pd deve essere più ambizioso. La legislatura volge al termine. Ci sono le condizioni per un congresso costituente, dopo l’elezione del capo dello Stato? Io penso di sì”. Questa è la reazione dei renziani rimasti nei dem (contraddizione in termini, perché non hanno seguiro il padrone?) A capitanati è Andrea Marcucci, già capogruppo dem a Palazzo Madama. D’Alema ha lanciato frecciate anche al presidente del consiglio, Mario Draghi: “L’idea che il premier si auto-elegge Capo dello Stato e nomina al suo posto un alto funzionario del ministero dell’economia mi pare non adeguata per un grande Paese democratico come l’Italia, con tutto il rispetto per le persone. Non mi impressiona che abbiamo al governo Draghi, che è una condizione di necessità, ma il tipo di campagna culturale che accompagna questa operazione, sulla necessità di sospendere la democrazia e di affidarsi a un potere altro che altro non è se non il potere della grande finanza internazionale“. Queste parole D’Alema le ha affidate al Brindisi Articolo 1 che vede coinvolti anche Bersani e Speranza, consapevoli che una unione con il Pd formerebbe una grande operazione di centro sinistra.


D’Alema dice: “una donna per il Quirinale”


D’Alema rientra e la sinistra cambierà nuovamente struttura

Il d’alemismo sta mettendo in guardia quello che già vi avevo scritto, solo che so lo dice lui ha ovviamente un altro peso. Draghi si è preso o si vuole prendere il comando del paese qualunque ruolo occupi. Il grande rosso, fa notare come Draghi cerchi di creare un asse strategico per arrivare al comando totale, così da portare l’Italia ad avere un parallelo asse finanziario con l’Europa. Ricordatevi che D’Alema è stato a capo dei servizi segreti: queste cose le sa! Il d’alemismo è ripartito, alzate le antenne e ne sentirete delle belle.

Un commento

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