Scripta manent: che cosa significa davvero essere uno scrittore?
Scripta manent: che cosa significa davvero essere uno scrittore?

Scripta manent: che cosa significa davvero essere uno scrittore?

Scripta manent! Già, perché nell’immaginario collettivo, si procrastina un pò con il comprendere che cosa sia davvero essere uno scrittore. Molti credono che si tratti di una questione economica, altri di coloro che non hanno voglia di sporcarsi le mani, ma la verità è ben altra.

Scripta manent: ma chi è lo scrittore?

Chiariamo da subito che se sotto il trafiletto si Wikipedia, che descrive il ruolo di Totti nella società, leggo “scrittore”, mi viene voglia di cambiare mestiere o, addirittura suicidarmi. Ma no ragazzi, siamo seri! Lo scrittore non è tale perché ha fatto scrivere a un ghost writer una bella storia. Non è nemmeno colui che, a stento, riesce a mettere in croce due congiuntivi e un italiano abbozzato. Innanzitutto, lo scrittore in sé, è un termine che ci deve ricondurre a qualcosa di estremamente empatico e spirituale. Che vada al di là dei semplici concetti e delle banalità.

Se lo spirito ci mette lo zampino…

Dai, è chiaro che per sentire e farvi vedere con le nostre mani, anzi tempo è stata condotta un’analisi spirituale assolutamente accurata: sia di noi stessi che dell’argomento che desideriamo trattare. Lasciando perdere il lavoro dietro a un romanzo, ovvero: lo studio storico, locativo e quant’altro, esiste all’interno un dovere spirituale e di messaggistica. Esso, ha il dovere di arrivare dritto al lettore che, in tal modo, sarà in grado di creare la propria storia. Come se fosse un metaromanzo, costantemente rigenerato, si nutre dei sentimenti altrui. Delle lacrime che bagnano le pagine; delle mani che lo tengono stretto a sé, come a sentirsi avvolto e amato dal calore umano.

Lo scrittore come mano del divino

Scaturire emozioni all’intera umanità, non è compito da poco. Nella storia di ognuno di voi, sono certa che esista una frase, un termine o un’immagine particolare, riconducibile al libro che state leggendo. A meno che non stiate sempre leggendo il libro di Totti.. ad ogni modo, credo che Dio, abbia dato un compito fondamentale agli scrittori, quelli veri. Quelli che possiamo ricondurre alla spiritualità più elevata. Il compito o, missione che preferiate, diviene direttamente da Dio. Come se potesse così, occuparsi di tutto e tutti molto più velocemente. Come se fossero i profeti della sua parola, del su disegno e, del suo piano.

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