Da Oxford all’Italia: Andrew Pollard e la non-sostenibilità dei vaccini
Da Oxford all’Italia: Andrew Pollard e la non-sostenibilità dei vaccini

Da Oxford all’Italia: Andrew Pollard e la non-sostenibilità dei vaccini

Una notizia che arriva direttamente da Oxford all’Italia. Il Professor Andrew Pollard, numero 1 dell’UK Committee on Vaccination and Immunization, ha fatto il punto sulla questione vaccini. Riducendo la faccenda ad essere inutile e non-sostenibile per ciò che concerne ricevere dosi ogni sei mesi.

Da Oxford all’Italia: che cosa ha detto l’esperto?

Questa faccenda è estremamente interessante dal punto di vista logico e di pensiero. Per quel che riguarda il suo, in particolare, Pollard, avrebbe asserito l’inutilità di vaccinarsi ogni sei mesi. Ciò, a fronte delle dichiarazioni di una quarta dose, dove ricordiamo, essere già in atto a Israele. Per Lui, il punto resta focalizzarsi sui soggetti deboli, ovvero, quei soggetti che presentano già da tempo patologie intrinseche nel proprio essere. Stiamo parlano di soggetti malati, gravemente, esposti a rischi anche solo per un banale raffreddore.


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Da Palermo, invece, gli strafalcioni del primario del PS

Mentre da Oxford ci arrivano queste notizie sensate, da Palermo, arriva l’estremo opposto. Il primario Tiziana Maniscalchi ha affrontato la questione Covid, in modo estremamente disgregato. Ha, infatti, asserito che con la terza dose la malattia diviene sopportabile, mentre coloro che non vogliono vaccinarsi, andranno incontro a un suicidio scelto. Parole che risultano abbastanza forti per tutti, ma che vanno in netto contrasto con quelle del professor Pollard. Ha poi aggiunto, che coloro privi di qualsiasi altra malattia, risultano a rischio, tanto quanto i soggetti fragili. Di per sé, questa dichiarazione non può essere presa come vera, anzi, ci risuona una menzogna sostanzialmente atta alla psicosi e alla paura.

Intanto… la pillola anti-Covid utilizzata allo Spallanzani

Questa pillola, non a caso, viene somministrata in soggetti che presentano gravi obesità, diabete, malattia cardiache. Ciò in funzione di patologie già comprovate nel paziente. Ecco dove volevo arrivare. Tutto questo atto a non sviluppare una forma grave di Covid, che comunque, partirebbe da una malattia già esistente. In pratica, laddove un corpo non funziona come dovrebbe funzionare, ha probabilità maggiore di non supportare né sopportare ulteriori stimoli esterni. Ecco perché sono estremamente importanti le parole di Pollard.

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