Obbligo vaccino: l’Italia verso la democrazia “mascherata”
Obbligo vaccino: l’Italia verso la democrazia “mascherata”

Obbligo vaccino: l’Italia verso la democrazia “mascherata”

L’obbligo del vaccino, al momento, ha toccato gli over 50. Ritenuti categoria debole, sono stati soggetto di Decreto governativo e, messi al bando della mercé di una democrazia sempre più mascherata da se stessa.

Quali soggetti interessati dall’obbligo del vaccino?

Lo abbiamo annunciato nell’introduzione dell’articolo. Gli over 50, è la categoria interessata all’obbligo vaccinale. Il ché, preclude il fatto di essere considerati soggetti maggiormente a rischio di ospedalizzazione. Ma non preoccupatevi, perché sebbene, la mancanza di ottemperanza alla legge, faccia incorrere in sanzioni, coloro che vacillano al pensiero di una terza dose, non sono esclusi dal discorso. A rigor del vero, anche il mio greenpass a febbraio scadrà. E se voglio ancora fare parte del mondo, sarò costretta a fare l’ennesima dose.


Il Drago divora l’Italia insieme ai sui adepti


La scadenza dei greenpass: il travestimento della libertà

Perché capiamoci bene, io ridurmi a bucarmi ogni sei mesi, non ne avrei proprio voglia. Soprattutto perché, il vaccino, conclama una serie di fastidi per giorni, che per me, si sono trasformati in mesi. Ad ogni modo, non ho scelta. Non abbiamo la decisione nel lavoro, settore sempre più di mira dal famigerato pass di colore verde. Non l’abbiamo a breve, nemmeno per quel che concernerà i servizi postali o bancari. Infatti, il Decreto in vista, prevede a febbraio, ciò appena detto.

Il fermo democratico dei Decreti

E qualora, non l’avessimo compreso, un obbligo che, tale non doveva essere, lo diviene in tutto e per tutto. Da gennaio, si dovrà procedere ad avere il famigerato pass per centri estetici, parrucchieri e ciò che ne deriva. Mentre da febbraio, le regole diverranno estremamente più severe è sempre più dittatoriali. Ebbene, si potrà entrare in banca, alle poste, nei negozi, solo se provvisti di greenpass. A questo punto, il fastidio maggiore, è dato dall’imposizione che vuole essere mascherata da democrazia. Se fin dal principio si fosse stipulato un obbligo, ad oggi, non parleremo in tale modo. E soprattutto, ci sarebbe stata maggior coerenza dei fatti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.