Tra chiusure e ritardi: intanto la scuola perde la facoltà d’istruzione
Tra chiusure e ritardi: intanto la scuola perde la facoltà d’istruzione

Tra chiusure e ritardi: intanto la scuola perde la facoltà d’istruzione

Il Governo ha espresso chiaramente la facoltà di tenere aperte le scuole. I Governatori delle singole Regioni, almeno alcuni, premono per comprendere se la DAD, sia la migliore scelta al momento. In tutto questo caos politico, tra chiusure e ritardi, si perde il senso istruttivo scolastico.

Tra chiusure e ritardi: la scuola dove è focalizzata?

La buona e vecchia istruzione ormai, lascia il tempo che trova. A maggior ragione, ancor prima della linea pandemica, essa, ha subito tagli ingenti del personale. Tanto, da essere ridotta al ricordo di sé. E ancora, mentre l’istruzione perde la propria facoltà, le decisioni sono ben in attesa, nonostante Bianchi, si sia ben espresso al riguardo. Si tratta di un’istituzione a rischio, per molti, dove studenti occupano banchi e, professori cattedre. Dove il fulcro dell’essere umano, in quanto forgiabile, dovrebbe mantenere tale prerogativa, ma ahimè, così non è.


Dal trono con chiarezza: la DAD e il rifiuto delle telematiche, adesso fanno comodo?


Le scuole siciliane ritardano l’apertura

Troppi casi? Troppa paura? Sta di fatto che la decisione del Mezzogiorno, è stata proprio quella di ritardare l’entrata a scuola. In tal caso, non si è parlato di DAD. Quindi i giorni persi, non sono investiti diversamente, ma semplicemente rinviati a giudizio. Come se fossero nel bel mezzo di un processo punitivo. Ma non tanto il tempo in sé, quanto quello perso dagli studenti. Che, barcollanti fra l’incredulo e l’improbabile, gongolano al sol pensiero di poter riposare ancora un pò. Ma l’importanza dell’istituzione non la si può comprendere a 15 anni. Ma la si può percepire a 30, la mancanza e le lacune lampanti di uno studio approssimativo e mal guidato.

E intanto.. Zaia attende Cts

Che Zaia, in questi ultimi periodi, abbia molto caricato per le chiusure, per noi, non è una novità. Anzi, assieme a De Luca, fu uno dei primi a combattere la questione scuole. E adesso torna sul pezzo a ricordare che la situazione non possa rimanere tale. Allora, decide di rimettersi alle decisioni del Cts, spingendo sulla questione che, a suo avviso, potrebbe divenire ben presto un calvario. A mio parere, invece, il calvario, lo vedremo fra qualche anno, quando la cultura insita nell’insegnamento scolastico, cadrà a picco dalle bocche di quei poveri sfortunati. Coloro che hanno affrontato la scuola in ordine pandemico.

Un commento

  1. Pingback:Fattore scuole: dal Governo la forte presa di posizione delle aperture -

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