Ali spezzate: quando disturbare la vita altrui crea benessere
Ali spezzate: quando disturbare la vita altrui crea benessere

Ali spezzate: quando disturbare la vita altrui crea benessere

Le ali spezzate del mondo, le parole atte al alimento e la presunzione di sottomissione alla vita. Questi sono i preamboli di chi, scontento del proprio essere, deve interloquire, interagire e infiammare d’maro le vite di coloro che stano cercando il miglioramento di loro stessi.

Le ali spezzate di un mondo pregresso?

Chiunque sia scontento della propria vita, ha due scelte: o cambiarla, o abbassare gli altri alla propria inettitudine. E nella maggior parte dei casi, quello che ne deriva, è la totale persecuzione della vita altrui, non guardando alla propria. Col fare meschino di chi ha deciso di scegliere la via della rovina e dell’irruenza. Entrano senza chiedere permesso, facendo un rumore tale da disturbare l’intera comunità. Ma non adeguano la propria anima al miglioramento, al cambiamento che comporta la felicità e la conoscenza, bensì si adoprano a mischiarsi alle vite altrui, creando caos e pestilenze.


La Madre: colei che non abbandona i suoi messaggeri


Le pestilenze dell’animo: come operano per il caos

Ogni momento, motivo, parola, virgola fuori posto, è un perfetto esempio per creare il caos. Riempendo di pestilenze, che sono proprie della loro persone, creano flussi di b ondante negatività e tossicità. Intossicano chi hanno accanto, portandoli allo staremo delle forze e delle loro capacità. Godono poi, a vedere il fallimento altrui, e senza proferire verbo, mettono il tutto sul piano dello scherno morale. Sono esseri subdoli, che costano fatica agli angeli di Dio, ma che devono essere da loro trattati come creature al pari egli altri. Non esiste soluzione o prestazione sulla Terra, se non al cospetto di Dio.

Generano stanchezza, incomprensioni e danni

Come per gli altri, sono seguiti dai messaggeri di io che, cercano di portare la loro anima a compimento dell’assoluzione. Ma, per la clausola del libero arbitrio, decidono di non seguire la strada della clemenza, anzi, si riducono ad essere ancor peggiori di quanto mai stati. Creano danni, scompiglio e caos per elevare le loro vite a qualcosa che davvero non hanno mai potuto avere: la superiorità di spirito. Essi saranno giudicati nel giorno del giudizio, estremi come le loro anime, scuri come il buio del loro essere.

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