La cultura sotto attacco: l’ultima scelta della popolazione
La cultura sotto attacco: l’ultima scelta della popolazione

La cultura sotto attacco: l’ultima scelta della popolazione

Il lamento degli innocenti, che tali non sono, si riconduce alla sostanziale volontà di avere la pretesa di tanto, ma alla fine, una volta ottenuta, perde l’interesse e sfocia nel nulla cosmico. La cultura sotto attacco: una scelta popolare di ordine preferenziale.

La cultura sotto attacco è una scelta del popolo?

Si sono incazzati quando gli hanno tolto l’aperitivo, il ristorantino, il giro in centro a far credere di poter spendere e spandere. Ma nessuno lo ha fatto quando la cultura ha perso il suo stesso interesse. Quando i teatri si sono svuotati di protagonisti, maschere e antagonisti. Troppo cari per essere visti sotto un altra luce. Meglio spendere un centinaio d’ euro per andare a riempirsi la pancia che, la stessa cifra, per riempirsi l’anima. Questi sono i fatti. Senza contare che la stessa sorte è toccata pure ai cinema, con l’avvento di tutte le piattaforme che mostrano un’ampia vetrina di scelta.


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Saremo un popolo grasso, ma magro

Tutto si riduce all’idea che abbiamo e facciamo vedere di noi stessi. La stessa che poi, a confronto verbale, smaschera tutti i suoi flagelli e fardelli, e fa uscire quello che di più profondo è rimasto: il nulla. Come se l’animo umano, potesse avere delle stanze ben profonde, dove, nulla è stato riposto, nulla plagiato o forgiato. Ma si sono lamentati anche delle chiusure di cinema e teatro che, per la difesa della chiusura, ha dovuto alzare i prezzi del biglietto. E nessuno, è stato disposto a pagare.

Il prezzo del commediante

Dietro un teatro, esiste un lavoro estremo che parte dall’animo. Cooperazione con se stessi, con altri, abiti di scena, le scene stesse. Prove su prove di copioni scritti dall’autore che crede sia nella sua opera che, in se stesso. Ma tutto, si riduce ad essere meno importante del resto. Da una parte, sono certa, che la maggior parte delle persone, conclusa un’opera teatrale, non ne abbia capito molto. Altri, non lo scelgono dal principio, prediligendo il fattore estetico da quello della prospettiva morale. Eppure, ancora lontano, sento il lamento del vostro fallimento.

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