La legittima protesta per il dubbio e il libero pensiero
La legittima protesta per il dubbio e il libero pensiero

La legittima protesta per il dubbio e il libero pensiero

La legittima protesta è un bene profondo per la democrazia. Spesso masticata dal fascismo dei pochi, cioè di quelli che comandano e vorrebbero controllarla. Ma si sa, alcune correnti popolari hanno il vizio di non farsi imbrigliare la mente quindi: alzano il tiro, alzano il dubbio e legittimamente protestano.

La legittima protesta vale in una democrazia illegittima?

Il fatto di vivere in tempi politici illegittimi, non deve metterci nella condizione di pensare che la democrazia non abbia comunque la sua vita propria. La democrazia è come la vita e trova sempre il modo per evolversi, uscire dagli schemi, trovare vie alternative per poter vivere. Il 6 gennaio è partita la marcia su Roma, organizzata da vari coordinamenti No Vax e No Green Pass. È la legittimazione del beneficio che una persona ha di esprimere la sua opinione. Molti dicono che si perde tempo a protestare, che si rischiano scontri o arresti. Allora ditemi: secondo voi, come fa una persona comune che non ha a disposizione i media a far sentire la sua voce? C’è solo questa possibilità: unirsi, marciare, cantare insomma farsi vedere e sentire nelle strade. Visti i risultati delle vaccinazioni contro il Covid, la protesta o il dubbio che sollevano i No Vax è legittimo. Ma in questo, invece di avere un intero popolo che si crea domande sul reale dubbio sollevato, abbiamo un popolo che si allinea alla demonizzazione studiata a tavolino dai governi e diffusa tramite stampa.

La marcia del dubbio

È iniziata a Venezia e terminerà a Roma il 14 gennaio, mentre il 15, sempre a Roma è prevista la manifestazione. Purtroppo alcuni infiltrati mediatici, cioè giornalisti al soldo del governo hanno cominciato a screditare i legittimi scopi della protesta. Hanno messo in giro sui vari social, che la manifestazione sarà violenta, ovviamente dai vari organizzatori è stato tutto fermamente smentito dissociandosi completamente, da chi esulta alla violenza. Uno dei coordinamenti ha così deciso di svolgere un SIT IN completamente pacifico, manifestando semplicemente fermi e seduti per terra. Ora si può dire con certezza, che si sono infiltrati agenti, giornalisti vari e ambigui figuri, per tentare di trasformare una manifestazione pacifica in una manifestazione violenta. Sicuramente in questi giorni ci saranno altri sviluppi, soprattutto riguardo al permesso di manifestare da parte delle forze dell’ordine, ovviamente sperando nel meglio. Il punto che la procura appoggia il sistema politico italiano. La procura è parte del sistema politico italiano, soprattutto perché ormai questo sistema è un sistema militare. Questo quotidiano chiede fermamente che sia rispettata la libera inizia di protestare pacificamente. Ovviamente nel rispetto di ogni forma civica.

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