L’anima dell’artista: incomprensione e dubbio il motore del creato
L’anima dell’artista: incomprensione e dubbio il motore del creato

L’anima dell’artista: incomprensione e dubbio il motore del creato

L’anima dell’artista è il complesso di incomprensione e dubbio. La continua ricerca della profondità tra il mistico e l’umano. Le parole prendono il sopravvento, la penna diviene la connessione fra l’uomo e Dio. Mentre l’umanità, l’attento osservatore e ascoltatore, perde il senso stesso di esserlo.

L’anima dell’artista come distensione di Dio?

L’arte ha le sfaccettature più belle e incomprensibili che esistano. Eppure, essa è mossa dal grande amore che si ha per lo spirito, e non per il bene materiale. I più grandi pittori, filosofi e scrittori, si sono affidati allo stesso concetto di Dio, dell’amore primario che lascia il segno e fa perdere il respiro. La connessione con l’Altissimo diventa la musa ispiratrice del fardello dell’essere umano. Che, in tal caso, gioca un ruolo importante, tanto, da non rendersi conto di dover essere un buon ascoltatore per colui che recita le parole del signore.


Ubriacarsi l’anima: lo spirito del senso, del tempo e della percezione


Un gioco di ruoli ben definito

Ascoltiamo nel profondo, parole e suoni che, mai, prima di quel momento, avevamo sentito e fatte nostre. In ogni sfumatura d’arte, la parola di Dio è forte, tanto quanto la stessa connessione con la filosofia, la scultura, la pittura e la scrittura. Mossi a compimento di una missione forte, scandagliata da uno spirito che, stanco, ancora combatte l’essenza della frustrazione dei dolori altrui. E l’artista scrive, recensisce le parole del profondo animo, le traduce nella propria arte, le mette a disposizione del mondo.

Ma il mondo non ascolta, parla troppo e vede meno

A volte siamo mascherati a vista dalla non-contestualità della comprensione. Ciò che è semplice piace di più. Quel che complesso, richiede uno sforzo d’animo, di spirito, viene accantonato per dare spazio alla fatiscenza, non curante degli sforzi che vengono fatti per donare qualcosa di proprio alla stessa umanità. Costringiamo noi stessi a rimanere nella mediocrità degli eventi, da essi trascinati e rivolti alla riva, che non avrebbe dovuto accoglierci, ma spingerci fra le onde impetuose.

Un commento

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