Lettera amica: Suor Jeannine e il cordoglio di Papa Bergoglio
Lettera amica: Suor Jeannine e il cordoglio di Papa Bergoglio

Lettera amica: Suor Jeannine e il cordoglio di Papa Bergoglio

La Chiesta sta cambiando”. Queste le parole della suora che, da oltre trent’anni, combatte per i diritti LGBTQ. Ancor prima che essi, avessero un nome definito e preciso. La lettera amica che Bergoglio le ha mandato, è una spinta per continuare la sua missione.

Una lettera amica: la spinta verso il continuo della missione?

Suor Jeannine, da oltre trent’anni al fianco degli omosessuali, dei transgender. Una vita dedicata a far comprendere che, ogni essere umano, non è differente dall’altro. Poi, dopo gli scontri con il nucleo ecclesiastico per ciò che stava facendo, la riabilitazione del Papa. “Una lettera scritta a mano, come se l’avessi ricevuta da un amico.” E nelle parole della serva di Dio, possiamo comprendere tutta la dedizione e l’amore che, negli anni, ha messo a disposizione del prossimo e, in particolar modo, del debole e represso.


Suor Jeannine: a fianco degli omosessuali, riabilitata da Bergoglio


La chiesta sta cambiando

Interessante analizzare anche tale concetto, espresso sempre da Suor Jeannine. Molte volte bubiamo analizzato la questione ecclesiastica dal solo punto di vista di Papa Bergoglio. E, sebbene, anche in quest’episodio, la sua parola sia fortemente presente. Stavolta la relazione che abbiamo, è definita un confronto ecclesiastico. A discapito di ciò che l’istituzione di cui Jeannine faceva parte, il Santo Padre, ha discostato il pensiero. Facendoci così comprendere, l’innovazione e le modifiche apportate nel suo ancor breve passaggio.

Un confronto ecclesiastico all’apertura

Un varco, un ponte, una discesa verso la salita a Dio. Ossimorico, non trovate? Eppure questa è l’unica strada verso la comprensione e l’accettazione del prossimo. Una strada che, suor Jeannine, ha intrapreso con le sole forze dell’amore per il prossimo e del rapporto con il Creato. Adesso, dopo anni di battaglie spirituali, Ella, ha un appoggio che definiremo più che divino. Dobbiamo metterci in testa che, il Pontefice, ha aperto la strada dell’uguaglianza, dell’apertura mentale ecclesiastica. E da essa, la strada verso il Signore, è beata.

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