Avanti popolo: un “Amen” non ci salverà dal risvolto economico
Avanti popolo: un “Amen” non ci salverà dal risvolto economico

Avanti popolo: un “Amen” non ci salverà dal risvolto economico

Avanti popolo! Continuiamo a credere, a non porci domande e a non voler ragionare con la nostra testa. La sera poi, non interpellate Dio con un “amen” credendo che possa salvarvi dallo stesso libero arbitrio che utilizzate per scegliere di non farlo.

Avanti popolo: che cosa ci salverà?

Orde di fallimenti, chiusure, stipendi che non arrivano. Aziende che non riescono a mantenere tutti gli operai. Utili che diventano disuso di loro stessi. Volti persi, piangono per le strade della disperazione, ma che restano immobili al passare del tempo e del loro vissuto. Pignoramenti, ancora lacrime di cristallo che si infrangono al solo scrosciare del vento sulle foglie. E la sera, nel torpore del letto, ammesso che ancora riusciate a pagare i riscaldamenti, pregate un Dio che è stanco di ascoltare il peso dei vostri fallimenti e la non scelta della vostra vita.


La legittima protesta per il dubbio e il libero pensiero


Amen Signore: così sia!

Guardate che ciò che sta accadendo, non è da ricondurre a un Dio che ha scelto ciò che voi non avete fatto. Se non scegliete di scegliere, le cose andranno avanti per ciò che sono. Noi abbiamo le facoltà di scelta e quelle di libero arbitrio. Ma tali, comportano responsabilità che non vogliamo avere per presa di posizione. Allora, riconduciamo il tutto a un essere superiore che, di certo, ha il suo disegno divino. Si, lo ha, ma per tutti i suoi missionari, non per gli esseri umani, ai quali, se non altro, è stata data la scelta.

Lo schiaffo del soldato

Come in un grande gioco di ruoli, qualcuno ti colpisce e dietro, orde di persone che ruotano dita. E noi, invece di bloccare il sistema, continuiamo a cercare di indovinare. Ed ecco perché, la responsabilità è solo riconducibile al nostro mero libero arbitrio. E finché, chiuderemo occhi, orecchie, ma non la bocca, il gioco continuerà all’infinito. Come l’ennesimo sfregio a se stesso, da lui scelto, il mondo, subisce l’ennesima cicatrice, ma non di guerra.

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