Propagatori d’ira: la violenza fra le mura domestiche
Propagatori d’ira: la violenza fra le mura domestiche

Propagatori d’ira: la violenza fra le mura domestiche

Propagatori d’ira, di rabbia e dello stesso rancore che hanno dentro. Sono coloro che fra le mura domestiche, disconoscono di fatto la propria famiglia, nel contesto in cui mettono in atto la loro pantomima. Una scena teatrale che si riduce all’uso della violenza sullo stesso nucleo che hanno creato.

Come agiscono i propagatori d’ira?

Accantoniamo la questione genere, perché ciò di cui io voglio parlare, è questione anarchica da tutti i totalitarismo di parità. Padri che instaurano i peggiori atteggiamenti con figli, con nipoti, con compagne o con mogli. Generalmente coltivano tanto astio con se stessi, scontenti di ciò che sono, di ciò che hanno fatto, ma che, non sono mai stati disposti al cambiamento di se stessi. Attendono sempre la debolezza della propria vittima. Nel contesto in cui, la stessa, stia vivendo la propria vita e costruendo un futuro migliore di quello che loro spetta, per scelta chiaramente.


Ideologia arcaica: generazioni e pensieri a confronto


Mors tua, vita mea: il metro di giudizio

Sono esseri che hanno la pretesa di stare al centro dell’attenzione. Che vogliono essere i capi di un branco e, non, di un nucleo familiare. Al cospetto altrui, di coloro che non fanno parte di tale nucleo, si mostrano come i difensori del proprio branco. Già, perché tutto ciò che li riduce ad agire è l’istinto della bestia, non la facoltà dell’essere umano. Esibiscono discussioni e, al parere contrastante, sono pronti ad utilizzare le mani, come unico metodo di imporre la loro presenza.

Chi ha conosciuto la violenza, non la utilizzerebbe mai

Tutti i soggetti che sono stati vittima di qualsiasi tipologia di violenza, non la utilizzerebbero mai per fare del male. Sebbene la conoscenza la faccia da padrone, sarebbe solo una difesa verso le persone che amano, in situazione di pericolo. Loro, invece, la usano come pretesto di prestanza, fisica e morale, perché alle fatte fini, sono anime putride che camminano. Al cospetto dello stesso nulla di cui sono fatte. E non importa quale sia il legame di sangue, l’unica scelta in questi casi è allontanarsi da tali soggetti, che andrebbero a compromettere l’intera armonia familiare.

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