Quirinale: Letta e i suoi patti super partes
Quirinale: Letta e i suoi patti super partes

Quirinale: Letta e i suoi patti super partes

Per la corsa al Quirinale si comincia con le piccole astuzie scacchistiche. Il segretario del Pd Letta dichiara: “Il passaggio di ieri su Berlusconi non è un piccolo passaggio formale che rimane dentro la dinamica domestica”.

Quirinale: tra Berlusconi, Draghi e un patto segreto buono per tutti?

Si comincia. I pedoni mossi per primi per sondare tattiche e intenzioni, o per provocarne qualcuna. Per esempio, io continuo a sostenere che al Colle salirà una donna. Forse è la mia convinzione che un paese come l’Italia si sia veramente civilizzato. “Non c’è nessun diritto di precedenza che il centrodestra può vantare nell’indicare il presidente della Repubblica: si è confuso un atteggiamento rispettoso da parte nostra con un diritto che non c’è, non è che il centrodestra debba semplicemente valutare l’equilibrio migliore al suo interno. Sarebbe una scelta profondamente sbagliata come è sbagliata la logica dello scoiattolo di cercare voti in una dinamica che non è quella del tempo che stiamo vivendo. In Parlamento nessuno ha la maggioranza, ognuno deve considerare l’essere minoranza con responsabilità, che è l’atteggiamento con cui ci muoviamo”.

Il giustoapposto

Una pensiero giusto Letta lo ha fondamentalmente espresso e cioè: “Ognuno deve considerare l’essere minoranza con responsabilità, che è l’atteggiamento con cui ci muoviamo“. Di fatto lo è, se pensiamo che questo governo non è composto da maggioranze ma da entità politiche accordate per uno scopo. In realtà l’unica vera maggioranza è costituita dalla presenza di Draghi, voluto fortemente sia da Mattarella che dall’Europa, come garanzia dei soldi concessi. “Entro nel merito: ieri c’è stato un momento importante di cui parla tutta la stampa italiana e non solo. Il fatto che nel 2022 il centrodestra candidi Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica rende la notizia importante per tutto il mondo. Lo dico perché è bene avere chiaro che il passaggio di ieri non è un piccolo passaggio formale che rimane dentro la dinamica domestica, ma riguarda tutto il mondo”. Anche se la mia personale stima politica e dialettica di Letta è inesistente, riconosco che questo sia un passaggio, più che politicamente corretto, direi eticamente corretto.

La responsabilità per un Quirinale limpido

Noi ci vogliamo muovere per dare al Paese un presidente o una presidente che sia in scia con lo straordinario settennato di Sergio Mattarella. Siamo qui a prendere decisioni molto importanti, che hanno a che fare con un passaggio come capitano. La proposta che faccio è rivolta a tutte le forze politiche, sia ai nostri alleati, sia a coloro che hanno chiuso le porte al dialogo, scelta sbagliata: noi vogliamo riaprire le porte per il bene del Paese. Proponiamo un’iniziativa che crei un patto di legislatura per completarla nei tempi naturali, fatto di tre punti: l’elezione di un o una presidente della Repubblica istituzionale, super partes, di garanzia per tutti. La scelta forte di dare energia perché i prossimi 14 mesi di governo siano efficaci in continuità ma con rinnovata energia e completare le riforme per la buona politica“. Nel politichese di sinistra queste due parole vi devono far riflettere: super partes e una Presidente (a me piace di più dire presidentessa).

Ma nel dettaglio?

Queste due parole sono l’equivalente di: “Una persona di cultura politica importante magari fuori dal giro del governo, per esempio Romano Prodi”. Oppure: “Visto che insistete tanto con Berlusconi, accordiamoci per qualcosa che non sia di scandalo a nessuno: Casellati”. E cioè: a voi va di lusso perché mettiamo una di voi alla presidenza, mentre noi facciamo la nostra porta figura eleggendo una donna. Manca poco poco.

Un commento

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