Revenge porn: troppe vittime, serve l’insegnamento alla virtualità
Revenge porn: troppe vittime, serve l’insegnamento alla virtualità

Revenge porn: troppe vittime, serve l’insegnamento alla virtualità

Il revenge porn è a tutti gli effetti un crimine. Un atto subdolo, immorale ai danni di ragazzine, per lo più, ma non solo. Tradotto letteralmente come vendetta pornografica, risulta essere un male societario, ancorato sia al bullismo, che alla mera violenza psicologica.

Che cos’è il revenge porn?

Un crimine atto a colpire la vittima, a portarla alla vergogna di sé, per i più svariati e obbrobriosi motivi. Molto spesso, le vittime di tale fenomeno, sono ragazzine di età adolescenziale. Vogliamo ricordare il caso di Carolina Picchio, suicidatasi nel 2019, a soli 14 anni, per un video nel quale era coinvolta. Fu indagato l’ex ragazzo e cinque dei suoi amici, ma intanto, la vergogna e l’impossibilità, l’hanno portata a lasciare quel mondo, che le aveva mostrato la parte peggiore e più crudele che potesse immaginare.


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La virtualità, non è la vita reale

Siamo ormai nel 2022 e, le generazioni future, sebbene tecnologiche, non hanno di per sé, la padronanza del mezzo. Utilizzare un social-network nel modo in cui andrebbe utilizzato, è questione per pochi. Già, perché tra la noncuranza di ciò che si fa, spesso, finiscono anche padri o madri di famiglia. Che dovrebbero avere più senno di un adolescente, ma che si mostrano come la peggiore parte di quel mondo che tanto disgustano. Eppure, scontenti della loro vita, hanno bisogno di mostrarsi, di mostrare il proprio corpo, di ricevere qualche like che soddisfi la loro voglia di conquista.

I preamboli di una generazione che non funziona

Vittime e carnefici, un utilizzo smodato e sbagliato della virtualità, un insegnamento assente, e il gioco è fatto. Solo che questo, non è un gioco, il suicidio è reale e, quasi sempre, i carnefici restano impuniti. Ad oggi, la soglia dei suicidi è estremamente alta, molto bassa, invece, quella della giustizia. Sarebbe davvero il caso di istituire una nuova materia scolastica che, insegni, il corretto utilizzo ai social network. Nel frattempo, le famiglie dovrebbero agire, dando l’esempio, come è naturale fare. Seguendo maggiormente i figli e, mostrando loro come essere adulti e responsabili. La società, l’istituzione scolastica e la famiglia, formano la vita di un giovane. Che diverrà un adulto, a seconda di ciò che ha appreso.

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