Fariba Adelkhah: il ritorno in carcere della ricercatrice franco-iraniana
Fariba Adelkhah: il ritorno in carcere della ricercatrice franco-iraniana

Fariba Adelkhah: il ritorno in carcere della ricercatrice franco-iraniana

Fariba Adelkhah fu incarcerata nel 2020 e condannata a 5 anni di detenzione. La causa di ciò è da attribuire agli studi fatti dalla ricercatrice. Essi giudicati “cospirazione contro la sicurezza nazionale”. Torna in carcere a causa della violazione degli arresti domiciliari.

Chi è Fariba Adelkhah?

Ricercatrice e studiosa franco-iraniana, specialista di sciismo, ricercatrice al Ceri. La donna ha più volte fatto ritorno nel paese di origine, dove però, è stata giudicata in maniera rigida. Non è una novità la mancanza di libertà ed espressione in tale paese, infatti. Il tema delle sue ricerche, ebbene, è stato giudicato cospirazione le contro la sicurezza nazionale. Per tale motivo, è stata condannata a ben 5 anni di carcere. Le è poi stato permesso di rimanere agli arresti domiciliari, sorvegliata mediante braccialetto elettronico.


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Il ritorno in carcere

Dopo la condanna, la donna, ha tentato varie volte di portare il suo caso all’attenzione mediatica. Usufruendo dello sciopero della fame e della sete, ha avuto differenti problemi di salute, durante il periodo della carcerazione. Nel 2020 poi, la liberazione, e la scelta degli arresti domiciliari. Per il rilascio della donna, si parlò di uno scambio con il ministro degli Esteri francese. Ma l’uomo, oggetto di scambio, era di fatto detenuto in Belgio e non, in Francia. La questione ha poi preso una piega differente, così la donna è tornata in carcere.

La violazione degli arresti domiciliari

Così, l’Iran, giustifica la scelta di far tornare la donna in carcere. A quanto stabilito, Fariba Adelkhah, avrebbe più e più volte violato la condizione degli arresti domiciliari. Da questo, ne è derivata la scelta del Governo iraniano. Privata della libertà per la sua scelta al diritto allo studio e alla ricerca, torna in carcere, senza alcuna possibilità. Abbandonata a se stessa e privata di diritti, che per noi occidentali, sono l’espressione del nostro essere.

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