Netanyahu : il possibile patteggiamento per corruzione scuote Israele?
Netanyahu : il possibile patteggiamento per corruzione scuote Israele?

Netanyahu : il possibile patteggiamento per corruzione scuote Israele?

Benjamin Netanyahu, fu indagato a cavallo tra il 2020 e il 2021 per corruzione. L’allora premier, subì più di un processo e, furono tutti molto accesi. Da una parte la procura che mostrava prove evidenti. Dall’altra gli avvocato di Netanyahu, che sostenevano come la stessa procura, si fosse impossessata di prove in maniera illegale.

Il risvolto di Netanyahu?

L’ex premier, che adesso vige all’opposizione dell’attuale Governo, fu coinvolto in tre casi. Il primo, è da ricondursi all’aver accettato regali costosi per un valore di 260 mila euro, dal milionario Arnon Milchan e dal magnate James Packer. Il secondo, riguarda l’editoria. L’uomo infatti, avrebbe scambiato una legge per ottenere il favore mediatico di un editore. La legge sarebbe stata atta a screditare il rivale dell’editore Arnon Mozes. L’ultimo caso, è quello giudicato più grave: corruzione. Avrebbe negoziato con il sito di notizie “Walla” leggi per interesse della società in cambio di copertura mediatica positiva.


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Come ha reagito Israele?

A fronte di un possibile patteggiamento, Israele ancora non si è pronunciato. Sebbene gli atti commessi dall’ex premier, siano giudicati intollerabili. Sono sempre più concrete le possibilità di un patteggiamento di Netanyahu, soprattutto a fronte del parere dell’influente ex presidente della corte Suprema Aharon Barak. Il quale si sarebbe espresso nei confronti del procuratore generale Avichai Mandelblit, favorevolmente a tale soluzione.

Una condotta “disonorevole”

Come abbiamo detto, la soluzione potrebbe essere ottimale. Con la conseguenza che, tali azioni commesse, siano guidate “disonorevoli”. Questo il prato disposto ad essere accettato. Con l’accettazione di tali compromessi, escluderebbero l’uomo dalla politica attiva per ben sette anni. Il premier Bennet, si è esposto, chiarendo, di no n temere ripercussioni per il proprio Governo. “Continueremo a lavorare per il bene dei cittadini di Israele”, ha aggiunto. Staremo quindi a vedere i risvolti della situazione e, quanto il patteggiamento sarà gradito dagli stessi cittadini israeliani.

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