Genitori declassati: i figli cresciuti nell’era del nulla
Genitori declassati: i figli cresciuti nell’era del nulla

Genitori declassati: i figli cresciuti nell’era del nulla

Genitori declassati, abbandonati a se stessi, senza particolare cura o attenzione. Queste le scene che, questa mattina, ho visto coi miei occhi increduli. Mentre anche io, cercavo di comprendere come funzionasse il nuovo sistema ticket, dopo l’avvento pandemico.

Genitori declassati e abbandonati a se stessi?

Mentre mi accingo a comprendere quale tasto premere per la visita specialistica, vedo figli che accompagnano genitori. La sensazione di questa faccenda, inizialmente, è davvero bella. Già, è bello il preambolo di tutto, laddove qualcuno ancora comprende il dovere e il piacere morale di farlo per chi l’ha fatto per te. La sensazione però, ben presto, si riconduce solo al fil mentale di cui sono sceneggiatrice, regista e produttrice. Perché non appena c’è una sedia da occupare, la occupano, prendendo il cellulare in mano, noncuranti di quello di cui hanno bisogno.


Ospizi e tristezza: il dramma di genitori abbandonati


Chiamati a gran voce dal silenzio della sala

La sala d’attesa è il silenzi più assoluto. E loro, che comprendono ancora il senso stesso di quel silenzio, cercano di chiamare i figli. Ma loro, sono troppo impegnati a ridere o a parlare con il loro gioco elettronico da non sentirli. Mi spazientisco e glielo faccio notare. A un certo punto, anche la mia pazienza spirituale ha un limite. Scocciati dalla presa di coscienza di qualcun altro, chiudono il telefono e, finalmente porgono l’attenzione ai propri vecchi. Ma non dura molto, prima che siano nuovamente distratti da altro.

La finta accondiscendenza morale

Ecco che il film, che mi stavo producendo e girando da sola, nei meandri della mia testa, ha il colpo di scena. E nessuno si sarebbe aspettato quel risvolto. Ma c’è stato anche di peggio. Anziani con stampelle abbandonati in sala, che nemmeno sapevano dove realmente fossero. E allora io me lo domando ancora, sempre più forte, mentre le scene di quel film mentale, si riconducono a vita reale. Ma voi, siete davvero consapevoli che questa, è la vita, mentre l’aggeggio, il marchingegno che tenete in mano, è la menzogna umana? E voi, cari miei, ne fate parte fino al collo.

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