“Leoni da tastiera”: il caso del vescovo Monsignor Giacomo Cirulli
“Leoni da tastiera”: il caso del vescovo Monsignor Giacomo Cirulli

“Leoni da tastiera”: il caso del vescovo Monsignor Giacomo Cirulli

I “leoni da tastiera”, appartengono a quel gruppo di persone frustrate, che nella vita non hanno concluso nulla e sono alla mercé della società. Si mostrano potenti e prepotenti dietro lo schermo di un computer che non mostra la loro vera identità. Ma una volta smascherati e sviscerati, sono l’eremo oblio che cammina dietro e ben nascosto dagli altri.

Chi sono i “leoni da tastiera”?

Partiamo dal presupposto che questo articolo, parte come editoriale di un fatto esplicito, accaduto nel Casertano. Un vescovo, dopo svariate segnalazioni dei fedeli, è intervenuto nella vicenda. Infatti, molti coloro che distribuivano la comunione ai parrocchiani, non avevano ricevuto dose vaccinale alcuna. Allorché, il vescovo, Monsignor Giacomo Cirulli, dopo aver udito e fatto proprie le parole del Papa, ha deciso un intervento mirato. Ha allora rivolto il proprio appello e imposto il proprio potere spirituale, affinché tutti coloro che distribuissero la comunione, fossero vaccinati.


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La risposta dei carnefici-prede della società

Subito, sono arrivate le minacce virtuali, da quei leoni da tastiera che valgono una cicca sotto le scarpe, nella vita reale. Nascosti da una maschera tecnologica, che è divenuto lo schermo di un computer, di un telefono o di un tablet, augurano morte e distruzione all’interlocutore dalla parte opposta di quel marchingegno tecnologico. È comunque intervenuta la Digos, al fine di comprendere la gravità della situazione e, cercare i colpevoli di tale accuse. Che resteranno di sicuro infondate, ma volute e cercate per dimostrarsi qualcuno, quando, realmente non si è nessuno.

L’istituzione della maschera tecnologica

E poco è cambiato dalle illazioni del caro, vecchio Luigi Pirandello. Anzi, tutto segue la norma di un copione scritto e riscritto, cambiano solo le tempistiche. Ci si adegua quindi al periodo storico, al passare del tempo e alla tecnologia. Le maschere, una volta indossate sul volto, fungono da schermo e, divengono virtuali e cibernetiche. Sono soliti attaccare gli altri, qualsiasi cosa dicono perché hanno la potenzialità di mostrare un volto, mentre loro, ne sono di fatto, privi.

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