Da Erode a Pilato: reparti neulologici terra di nessuno
Da Erode a Pilato: reparti neulologici terra di nessuno

Da Erode a Pilato: reparti neulologici terra di nessuno

Entrare in un reparto di neurologia infantile è come portare un prigioniero da Erode a Pilato. Dovete sapere, che per molti anni, le sindromi che si celavano dietro un danno provocato dall’uomo venivano gestite indignitosamente, come frutto di un albero avvelenato.

Da Erode a Pilato: quando i danni da vaccino infantile provocavano encefaliti e autismo

Lo so che vi sembra strano ma sono ormai anni che accumulo dati, testimonianze e riunioni di comitati per i danneggiati da vaccino. Non sto parlando dell’anti Covid, sto parlando dei vaccini per l’infanzia. Hanno provocato una popolazione invisibile o semi invisibile di invalidi al 100%. Sapete perchè? In Italia non è rispettato il protocollo internazionale per la percentuale di mercurio, che spesso nei vaccini vieve usato come conservante. Ma come è quel detto? Con la testa non ci si capisce niente? In parte è vero. Tentare di curare una persona che a stento gli avete lasciato la facoltà di muoversi è veramente difficile, ma la cosa più difficile è il perdonarvi per aver indignitosamente infilato in un unico calderone, sindromi a cui non riuscivate a dare un nome. Questo non aveniva per incompetenza, avveniva saprattutto per foraggiare la fondazione Dravet, dal nome della famigerata dottoressa che ha scoperto la sindrome (inesistente) a cui ha dato il nome. Da quel magico istante, tutte le forme di autismo o altre sindromi neurologiche sono infilate nel calderone della: sindrome di Dravet.

Ma cosa accade?

Accade l’ignobile! Riprendendo il motto citato sopra: con la testa non ci si capisce niente, tutte le persone con un deficit cognitivo, sono ancora curate utilizzando il protocollo della sindrome di Dravet. Risultato? Per molti la maggior parte dei farmaci risulta dannoso. Creando quello che comunemente viene chiamato: effetto paradosso. Molti pazienti, la maggior parte direi, spesso è costretto a cambiare farmaci per non incombere in questa controindicazione gravissima, esempio: se una persona soffre di sindromi neurologiche abinate a sporatici attacchi epilettici, i farmaci del protocollo Dravet potrebbero scatenera attacchi epilettici a grappolo. Questo significa che il paziente vivrebbe, per giorni e giorni, attacchi epilettici continui.

Da Erode a Pilato: la sentenza

Ma indovinate chi è che spesso addrizza il tiro e suggerisce la causa o il medicinale da togliere? I medici? Neanche per sogno: sono i genitori o gli accompagnatori di quelle persone che vengono caviate in silenzio. In Italia il protocollo Dravet viene utilizzato soprattutto all’ospedale Agostino Gemelli di Roma. Forse il luogo dove i medici sono i più latitanti professionali che si possa pensare. La sindrome di Dravet è un paravento per non agire. Un protocollo insignificante che accumula patologie e sindromi che singolarmente non porterebbero guadagno, ma nel calderone Dravet ne portano tanto.

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