Gambling: il disturbo da gioco di azzardo e l’incoerenza statale
Gambling: il disturbo da gioco di azzardo e l’incoerenza statale

Gambling: il disturbo da gioco di azzardo e l’incoerenza statale

Che cos’è il gambling? Tale termine denota il disturbo psicologico da gioco di azzardo. Sappiamo bene che, non solo è legalizzato dallo Stato, ma altresì, il fenomeno, è indicizzato editante pubblicità. Esse, tra le rete più importanti dei canali televisivi.

Gambling: quali disturbi comporta la patologia?

Iniziamo col percorrere la sintomatologia, da disturbi fisici al disfacimento delle relazioni interpersonali. Chi soffre di gambling, generalmente ha atteggiamenti che possono essere riconducibili a chi fa uso di sostanze stupefacenti. Non si ragiona a mente lucida, si prendono decisioni senza il minimo cospetto del pensiero stesso. Questo atteggiamento riconduce alla mera perdita di affetti importanti e, di importanti aspetti della vita quotidiana. La parola d’ordine sono i soldi, che non bastano mai, e che precludono la ricerca continua e ossessiva degli stessi.


Precedente storico: quando il potere di uno Stato offusca la vista


Un disturbo ossessivo-compulsivo

Data la necessità costante della ricerca dell’appagamento personale, della concentrazione solo sul gioco e delle ripetute compulsioni per lo stesso, è considerato un disturbo ossessivo-compulsivo. Il gioco d’azzardo produce emozioni positive, per tale motivazione, il soggetto in questione, continua ripetutamente a giocare, nonostante attui sforzo immani per allontanarsi dallo stesso circolo vizioso. Il circolo messo in atto è sempre lo stesso: nel tentativo di riprendersi il denaro perso, punta cifre sempre più ingenti, col solo risultato di perdere anche quelle. Ma sebbene non si tratti di una vittoria, il meccanismo mentale non cambia, finendo in un limbo senza possibilità di fine.

L’incoerenza statale

E come abbiamo accennato nel titolo, esiste una responsabilità maggiore che fa fronte proprio, al nostro Stato. Non mancano pubblicità che inneggiano al gioco digitale, sulle maggiori reti di distribuzione televisive. Tale fenomeno è davvero di pessimo auspicio, a fronte di malattie psicologiche, scientificamente comprovate, portate dal gioco di azzardo. Sebbene la discussione al Governo, aveva preso campo co i pentastellati, facendo fronte proprio alla pubblicizzazione mediatica dello stesso, e all’intenzionalità di chiudere e stesse, ciò non ha mai avuto vita. Ma il perché, lo sappiamo bene: le casse dello Stato, sono fin troppo appagate dalla questione. Ergo, la negatività della faccenda, in relazione all’equazione matematica del rientro di denaro, non importa pressoché a nessuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.