Destino e fortuna: dove l’inetto giace, lo scaltro inventa
Destino e fortuna: dove l’inetto giace, lo scaltro inventa

Destino e fortuna: dove l’inetto giace, lo scaltro inventa

Destino e fortuna, quante volte nella vita, vengono tirati in causa per le disgrazie o le mancate volontà? Faber est suae quisque fortunae, l’unica verità che dobbiamo conoscere e fronteggiare. Prendendo onori e oneri delle scelte della nostra vita.

Destino e fortuna chiamati in causa ad honorem?

L’atteggiamento mentale di ricondurre ciò che ci accade al destino e alla fortuna, è tale da essere ricondotto all’inetto che disturba lo scaltro che inventa la propria vita. I modi di affrontare la nostra esistenza, si riconducono quindi, ad essere semplicemente due: volontà o inettitudine. Sebbene la prima comporti un grande sforzo vitale, ma che riconduca ad ottenimenti d’autostima e di perseveranza, viene considerata come, una fortuna agli occhi degli altri. Ma chi sono gli altri? Coloro che non agendo, aspettano la grazia divina dal cielo.


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La volontà come rappresentazione di se stessi

Ma l’unico ingranaggio che funziona in un meccanismo che arranca a partire, è la forza di volontà. Quell’incremento vitale che si riconduce a un atteggiamento mentale di estrema positività e introspezione. Nulla nasce, nulla si crea se, l’equilibrio mentale, non è tale da far cominciare ad ingranare la prima e, passo alla volta, arrivare agli obiettivi prestabiliti. Obiettivi che, fra l’altro, sono estremamente mutevoli, alla necessità di crescita della nostra volontà. Più ci avviciniamo alla vetta, più esploriamo nuovi orizzonti che si vogliono aggiungere a quelli già avuti.

Lavorare sodo: la parola d’ordine

Lavorare sodo, volgarmente farsi il culo, è l’unica cosa che porta ad avere od essere ciò che si ha e ciò che si è. “Ma tu sei fortunato”, ma per quale motivo? Se tutto ciò che nella vita una persona ha fatto, è stato rimboccarsi le maniche e non guardare mai a nessuno, con l’unico puntino rosso fisso, verso se stessi e l’obiettivo da perseguire? Perché è molto più semplice incolpare chicchessia, e non applicarsi realmente per fare ciò che si vuole. Gli inetti, tra l’altro, tenderanno sempre a screditare l’operato di coloro che, ce la stanno facendo o, ce l’hanno fatta. Ma quello che dovrebbero realmente fare, sarebbe prendere l’esempio e, soprattutto, la propria vita in mano.

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