L’arte del pensiero: il verbo taciuto dell’intelletto umano
L’arte del pensiero: il verbo taciuto dell’intelletto umano

L’arte del pensiero: il verbo taciuto dell’intelletto umano

L’arte del pensiero, è da considerarsi tale, per l’incombente compito che ha la mente sul nostro corpo. Conseguentemente da essere influente sui nostri rapporti umani e, sull’approccio agli stessi, in condizione conviviale di rispetto.

Quando si manifesta l’arte del pensiero?

Una domanda alquanto retorica, dal che la risposta dovrebbe essere a senso unico e univoco. L’arte del pensiero deve attingere da se stessa, in qualsiasi momento del giorno, ad ogni respiro, ad ogni parola. Essa, è strettamente legata al verbo, ma lo comanda e, non e è mai schiava. Il pensiero è disgiunto da qualsiasi cosa, dato che nasce nella mente di un unico soggetto, che può trovare consensi o dissensi, dato che l’essere pensante, produce di fatto la propria arte e, non quella collettiva.


La rappresentazione come scelta di scena del teatro mondiale


Il verbo discreto del silenzio

Se potessimo personificarlo, il pensiero, sarebbe di certo un emerito comandante. Lo stesso, che mette in riga parole, fatti e avvenimenti. Ognuno in un determinato punto strategico, ognuno in un preciso momento storico. Non è dissociato da nulla, né dal corpo né dalla mente né dallo spirito. Ma è ad ogni modo, svincolato dagli stessi. E sebbene tale, possa sembrare ossimorico, di fatto, la realtà è quella detta. Dove nasce l’idea e l’arte del pensiero, mente corpo e spirito, seguono a ruota quanto pensato, e non possono distaccarsene. Il pensiero stesso, invece, nasce slegato da tutto. E non deve essere il legame con qualcosa di inculcato, altrimenti perderebbe il significato primario.

Nel limbo della collaborazione idealistica

Una volta nato il pensiero, ci si può accostare alla collettività e discutere di un’idea che nasce dall’arte stessa della mente. Perchè sì, cari lettori, pensare al giorno d’oggi è arte. Il confronto è l’intelletto che non mette la presunzione di sé davanti a tutto, ma le esigenze altrui al cospetto dell’individuo. Un atteggiamento che nasce esistenzialistico, e che progredisce nella collettività delle menti che, si possono collegare o scollegare a seconda delle esigenze del pensiero e dell’idea.

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