Vittimismo: la tendenza dell’oppressione e del lamento cronico
Vittimismo: la tendenza dell’oppressione e del lamento cronico

Vittimismo: la tendenza dell’oppressione e del lamento cronico

Che cos’è il vittimismo? Come esso viene considerato in psicologia? E ancora, quali sono gli atteggiamenti che tale tendenza porta a verificarsi con le persone che lo subiscono? La crescita, sta sempre nella volontà del cambiamento.

Che cos’è il vittimismo?

In psicologia, il vittimismo, è la tendenza a sentirsi oppressi costantemente, offesi e, a lamentarsi delle persone che ci circondano. Atteggiamento di estrema connotazione negativa, scorge le sue origini in vita fanciullesca e adolescenziale. Il bambino che è in noi, emerge, non essendosi liberato dai pesi e dalle grandi paure che hanno caratterizzato la vita fanciullesca, dalle quali, ancora sente le catene e, non vuole liberarsene. Perché sebbene a nessuno è riconducibile la paura avuta in infanzia, lo è di certo il cambiamento che non si è mai stati disposti a fare. La colpa, in tal caso, è solo del soggetto in questione, affetto appunto da tale tendenza psicologica.


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La ricerca di situazioni di sofferenza

Laddove, questa peculiarità, divenga cronica, si sfocia in un atteggiamento nevrotico, atto alla ricerca di situazioni che creano sofferenza. Ed è proprio in tale condizione, che si attua la ricerca di farsi compatire costantemente dai soggetto che hanno attorno. Non si tratta per nulla di una malattia, sebbene non curata, possa nel tempo portare a disturbi paranoici, questi porterebbero ad incolpare gli altri di tutti i mali di cui soffre il soggetto. Il vittimismo genera una visione pessimistica della realtà e, aumenta l’alimentazione di sentimenti negativi come rabbia e rancore, quale necessità primaria.

La distorsione e la mistificazione della realtà

Il soggetto incolpa sempre gli altri delle proprie responsabilità. Non pensa mai che, i mali, dipendano direttamente dalle proprie volontà. Si concentra su cose solo negative, non guardando e, non considerando gli aspetti positivi della realtà che lo circonda. Il lamento è il centro dei suoi discorsi. Si lamenta costantemente di ciò che gli altri gli hanno fatto, e assume il ruolo della povera vittima incompresa, quando, è solo il carnefice di se stesso, che porta rabbia e violenza nella vita degli altri. Di sovente, cerca nuovi colpevoli per dimettere la propria coscienza e, non è nemmeno in grado di fare una critica obiettiva ed onesta.

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