Un asse nascosto: essenza della dialettica elettorialistica
Un asse nascosto: essenza della dialettica elettorialistica

Un asse nascosto: essenza della dialettica elettorialistica

Spesso in politica si pone l’attenzione al molto rumore e magari non si presta attenzione alle piccole sfumature che costituiscono, forse, un asse nascosto. Il molto rumore è proprio della politica che si appresta al voto, quella elettorale, quella del nascondere la vera intenzione.

Un asse nascosto: Bersani, Conte, D’Alema?

I nomi che sono stati fatti, ovviamente riguardo ai candidati Presidenti della Repubblica, non sono che il tentativo di deviare l’attenzione dal vero obiettivo. Ora è il momento delle schede bianche, dei nomi da bruciare o da proporre trasversalmente. In queste due ultime settimane, si è creato un asse politico interessante, soprattutto in questo contesto di elezioni del Presidente. Bersani, in un’intervista di un paio di settimane fa, si è lanciato in un piccolo slogan: “Conte deve essere difeso”. Nello stesso momento Massimo D’Alema ha iniziato a spingere, insieme a Bersani, la riunificazione di Art.1 con il Pd, dichiarando che è il momento di una donna al Quirinale. Da qui Giuseppe Conte è stato il primo (dopo di me) a ipotizzare la Casellati. Diciamo che il nome Casellati è simbolico per ribadire il momento di una donna al Quirinale. Credo fortemente che l’asse in questione si sia costituito veramente. Questa nuova geopolitica partitica, in un eventuale nuovo governo di centro sinistra, ma già da questo, vedrebbe un supporto interno al Pd per il ruolo di Conte come premier 5 stelle, ma vedrebbe anche l’appoggio di tutto il M5S, alla dialettica politica di Bersani e D’Alema.

Cosa ci dobbiamo aspettare?

Se l’asse in questione si fosse veramente costituito, vedremmo una politica trasversale che permetterebbe un maggior dialogo con il centro destra: “lasciare un canale aperto per tutte le eventualità”. Ma chi dovrebbe essere il portavoce di questa politica nascosta? Probabilmente l’uomo al momento più trasversale del M5S: Di Maio. Ovviamente, il suo ruolo sarebbe soltanto quello di riportare a destra, il confronto interno tra Bersani, Conte e D’Alema, ammorbidendo così le spigolature del Pd di Letta. In questo momento storico, una dialettica politica esente da un vero confronto (mancanza propria della arroganza politica di Letta), comporterebbe la perdita di una ricchezza aggiunta da una politica imprenditoriale di centro destra, in questo momento utile visto l’apporto strutturale di Draghi.

Un asse nascosto utile a governare?

È utilissimo o lo sarebbe, vista la totale mancanza di confronto della politica di Letta. In un governo come questo, abbiamo sicuramente un Pd guarito da Renzi, ma ora malato di lettismo. L’asse diretto tra Conte, Bersani e D’Alema, garantirebbe quel dialogo o confronto, soprattutto con la Lega (di un futuribile Giorgetti), oggi negato dalla arroganza di Letta. Probabilmente il segretario dem crede che questo governo sia suo. Atteggiamento molto pericoloso, fatto presente più di una volta da Salvini. Il possibile confronto, riporterebbe in auge parametri politici, che la politica degli ultimi 20 anni ha affossato.

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