Addio zone colorate: la proposta delle Regioni a Speranza
Addio zone colorate: la proposta delle Regioni a Speranza

Addio zone colorate: la proposta delle Regioni a Speranza

Addio zone colorate? questa, fra le altre richieste, la proposta dei Governatori delle regioni. Questi ultimi vedrebbero la volontà di normalizzare la situazione il più possibile. Che esso possa essere il preludio della fine?

Addio zone colorate: quali le proposte delle Regioni?

Si è cominciato da tempo, a credere che, i soggetti asintomatici, dovessero avere maggiore libertà, rispetto a coloro che presentassero i classici sintomi da Covid. La priorità assoluta, è rivolta verso le scuole, dove, si chiede la DAD, solo per quei soggetti che abbiano sviluppato i classici sintomi pandemici. Il risultato di tali richieste, è rivolto alla normalizzazione della questione, atta di fatto al rilancio del Paese, in svariati ambiti. E queste richieste, saranno passate al vaglio da Roberto Speranza, che assieme agli altri Ministri, si riunirà in commissione per discuterne accuratamente.


Chi trae vantaggio dall’ipocrisia del COVID?


Resta solo la zona rossa

Abbiamo da tempo compreso che, dopo la terza dose booster, le zone: bianche, gialle, arancioni, avessero poca influenza per coloro che avevano ricevuto il siero. Tali, infatti, erano e sono precluse esclusivamente per coloro che si sono proclamati a sfavore di qualsiasi dose vaccinale. Ecco perché, la richiesta delle Regioni, è anche quella di istituire, qualora necessari, solamente le zone rosse. Questo, andrebbe di fatto, a fare un passo avanti nella faccenda pandemiologica del nostro paese.

Il preludio della fine?

Ma tutte queste richieste, una volta impensabili, possono di fatto essere un campanello d’allarme per la fine della pandemia? Eppure ne abbiamo sentito parlare anche dall’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, che questo momento, potrebbe presto arrivare. Il preludio, ce lo ha dato pure Johnson, scaturendo la visione liberista della Gran Bretagna. quindi bandite mascherine all’aperto, e ritorno metodico e sostanziale della normalità. D’altronde, non possiamo chiudere gli occhi di fronte alle necessità di un popolo, che, se va bene, è ancora in Cassa integrazione, ma se va male, ha completamente perso il lavoro.

Un commento

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