Booster Moderna: la non resa delle Big Pharma
Booster Moderna: la non resa delle Big Pharma

Booster Moderna: la non resa delle Big Pharma

E se da una parte, troviamo chi preclude lo stato di emergenza come non necessario, le Big Pharma incalzano per la variante Omicron. In particolare il booster Moderna, si appresta a far fronte a tale tematica.

Booster Moderna: il via alla lotta contro Omicron?

Intanto, la Big Pharma Moderna, si appresta alla sperimentazione di un nuovo booster, studiato ad hoc per il contrasto della variante Omicron. Un sussidio di incongruenze che porta nuovamente alla non comprensione di ciò che sta accadendo. Come abbiamo visto in un precedente articolo, sia Bassetti che Crisanti, hanno sottolineato la necessità di un ritorno alla normalità, ma pare che il colosso farmaceutico statunitense, non vola mollare la presa. E se la terza dose, avrebbe dovuto scardinare le moltiplici attitudini di contrazione del virus, un ulteriore booster sarebbe in campo per la variante Omicron.

Bassetti e Crisanti: “lo stato di emergenza deve finire”

Il richiamo vaccinale specifico booster Moderna

Per quel che concerne Moderna, quello che il colosso si è precluso di fare, è trovare la soluzione per ciò che concerne Omicron. Un ulteriore vaccino sperimentale, che si andrebbe a sommare alle altre dosi ricevute. E si, perché laddove, si continua la sperimentazione, è necessario ricordare che la terza dose, avrebbe coperto anche questa variante. Una sorta di convinzione collettiva che, da una parte ci ha spinti a ricevere il terzo booster, dall’altra ci lascia perplessa per la questione della variante. Che necessità ha, Moderna, di tirare fuori un altro vaccino, se con la terza dose ci hanno detto, che Omicron, sarebbe stato coperto dalla stessa?

Strategie di richiami

La Big Pharma, ha concluso dicendo che, tale booster, farebbe comprendere meglio ed individuare la strategia migliore per ciò che concerne il richiamo vaccinale. Sì, ma questo discorso fatto, a chi è indirizzato, se la maggior parte della popolazione ha già ricevuto la terza dose? Si andrebbe quindi ad un ennesimo richiamo? Andremmo quindi incontro alla quarta dose? Teoria annoverata fra l’altro, dalla validità che, il green pass, avrà dal primo di febbraio: ovvero sei mesi. Che scaduti questi sei mesi, di fatto la situazione emergenza pandemica, non tenda a scemare, ma si rinforzi con la quarta dose? Staremo a vedere.

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