Il pensiero di Feuerbach: la concezione di Dio
Il pensiero di Feuerbach: la concezione di Dio

Il pensiero di Feuerbach: la concezione di Dio

Il pensiero di Feuerbach è uno dei pochi, mediante il quale, il concetto di Dio, sebbene al centro della discussione filosofica, non lo contempla, ma di fatto, lo allontana e lo scredita del senso stesso della divinità.

Il pensiero di Feuerbach è anacronistico?

Il pensiero di Feuerbach potrebbe essere quindi considerato anacronistico. Un pensiero di tale entità, sarebbe considerevole in n secolo in cui, la scienza ha fatto passi da giganti. Quindi tale filosofia, è considerata forse un preambolo dell’ateismo? Certo, il pensiero è considerevolmente tale. Per il filosofo, a venire prima, è quindi il concreto e conseguentemente l’astratto. Con tale considerazione, sempre secondo il filosofo, non è Dio a creare l’uomo, ma perfettamente il contrario. E l’uomo stesso, avido della percezione di sé, come razza superiore, proietta i propri voleri e desideri su un essere astratti che, lui stesso ha creato.

Il concetto di esistenza: l’appartenenza al singolo e non all’umanità

L’antropologia come chiave della teologia

È chiaro che stiamo analizzando il pensiero di Feuerbach dal suo punto di vista, che ad esempio, non è il mio. Ma tale è per me dato dalla concezione spirituale della mia anima e del mio stesso rapporto con Dio. Rapporto in cui credo fortemente, al contrario di quanto facesse il filosofo. La mia presa in considerazione dello stesso, è da rimarcare per la futuristica visione e per prendere spunto su una riflessione a 360 gradi. Infatti, è lo stesso conflitto che porta alla risoluzione di ciò che siamo e di ciò che crediamo. Motivo per cui, se da una parte io ho un’idea focalizzata su Dio, dall’altra, al fine di arrivarci, ho dovuto prendere in considerazione anche gli aspetti del non credere a Dio. Per Feuerbach, è la stessa antropologia a dare la spiegazione della teologia, in quanto l’uomo proietta fuori di sé i propri desideri.

L’alienazione dell’essere

In tale contesto, l’alienazione è quel processo che spinge l’uomo a vedersi esternamente e quindi a dare il concetto di Dio, che lui stesso ha creato. Ecco perché, per il filosofo, è l’uomo a creare Dio e, mai viceversa. Questa sentenza è di fatto imputabile al concetto che molti hanno di Dio. Ovvero colui che deve risolvere i nostri problemi. La realtà focalizzante però è un’altra. Dio ha creato l’essere umano come suo stesso messaggero. Come ho ribadito differenti volte, i suoi angeli, sono coloro che sopportano i dolori del mondo e indirizzano l’essere umano affidato verso la liberazione del contesto dei propri pesi. Se riuscissimo a vedere il dolore come forma di guarigione riusciremmo a discostarci dal pensiero del filosofo, sebbene l’avessimo anche compreso, interiorizzato e sorpassato.

By Jessica Livolsi

2 commenti

  1. Pingback:Bashar Al-Assad continua a torturare i prigionieri: il mondo tace

  2. Pingback:L’individuo in aptus: l’inadatto della società in Svevo - Il Grillo Quotidiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.