Ho litigato con Dio: l’ambivalenza dei rapporti di umana concezione
Ho litigato con Dio: l’ambivalenza dei rapporti di umana concezione

Ho litigato con Dio: l’ambivalenza dei rapporti di umana concezione

Ho litigato con Dio. Tra il passato e il dolore, molteplici le volte in cui gli ho chiesto una spiegazione. Ma nonostante i tanti diverbi, dibattiti e dialoghi, il nostro rapporto non si è mai dilaniato. Nessuno dei due è venuto meno alle promesse fatte. Questo, ci insegna a vivere con gli altri.

Ho litigato con Dio, e adesso?

Ho litigato con l’Onnipotente che, molte volte, mi ha taciuto la risposta. Ma nel corso del tempo, ho compreso l’errore che si celava nella domanda stessa, da me posta. E in quei colloqui di dolore, fatti di dialoghi che, mai sono venuti meno alla stessa risonanza della missione, io ho compreso. Ho compreso che la strada che stavo percorrendo, fosse quella giusta per il mio spirito. Che esso, non cercava l’assoluzione, bensì l’innalzamento al cielo. Volevo e pretendeva di stare sempre più vicino allo stesso Creatore. E, a fatica, ho comunque deciso di fidarmi delle sue parole, dei suoi modi e dei suoi fatti. Col tempo, ho compreso che, anche il rapporto con gli altri, dovesse avere qualcosa di mistico. E se così, non fosse stato, non avrebbe avuto alcun senso di esistenza.

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La discussione e i fili spezzati

Invece, molto spesso, quando litighiamo fra di noi, crediamo subito che qualcosa si stia rompendo. Non vediamo mai la parte costruttiva del litigio, in rapporto alla stessa descritta poc’anzi dal rapporto col divino. C’è sempre una qualche parte di patologia benpensante che crede davvero che dopo, nulla sia mai come prima. Da una parte è una grande realtà benché nulla deve essere mai come il minuto precedente. Le relazioni hanno bisogno di incrementi di crescita, di stato mentale che evolve costantemente e che, continuamente sia l’alimento e la benzina per le stesse. Ecco dove sta lo sbaglio, che feci per prima con Dio: credere che dopo una discussione, tutto si riduca alla negatività del processo stesso.

La crescita e la comprensione

Arriviamo ad un punto di scontro, ad un conflitto che è proprio del nostro essere e del nostro vivere. La discussione, deve sempre intraprendere quella facoltà di essere costruttiva e di arrivare alla comprensione. In seguito, tale deve essere da darci una crescita personale e passare oltre. Mai, e dico mai, è necessario tornare su quel dato aspetto. Una volta che la situazione si è chiarita, essa accresce sia noi che il nostro spirito. Si tratta di una conflittualità necessaria e plausibile che giunge direttamente dal nostro profonda. E sradica delle concezioni di difficile comprensione che, altrimenti, sarebbero rimaste nel nostro inconscio dilaniandoci dall’interno. Tutto si evolve e, per farlo, la strada da percorrere, non è mai quella che ci aspettiamo. Ma che percorsa, ci porta a scorgere le cose, da un più alto livello di coscienza e conoscenza.

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