L’individuo in aptus: l’inadatto della società in Svevo
L’individuo in aptus: l’inadatto della società in Svevo

L’individuo in aptus: l’inadatto della società in Svevo

L’individuo in aptus, è il punto focale di ogni scritto di Italo Svevo. L’autore, concentra le sue opere sull’inettitudine umana: storica e morale, dell’esistenza di ogni essere. La poca capacità di gestione, diviene quindi la frase chiave di lettura.

Chi è l’individuo in aptus?

Come abbiamo detto, Italo Svevo, sorregge un filo conduttore in gli romanzo scritto. Sebbene tale teoria, sia estremamente palpabile nel romanzo “La coscienza di Zeno”. La linea narrativa dell’autore, è fortemente influenzata dal pensiero filosofico di Schopenhauer, poiché l’uomo risulta essere comandato dalla Volontà, motivo per cui, non ha il dominio completo sulla propria vita. Tuttavia, è di considerazione notevole anche il pensiero Darwiniano, mediante il quale, le risorse insufficienti e la crescita della società, danno origine a delle vere e proprie lotte per l’esistenza. Anche se, Svevo, si distacca completamente dalle modalità di Freud e dal pensiero, possiamo dire che esso, si presenti sotto forma di psicanalisi nello stesso personaggio di Zeno Cosini.

Il pensiero di Feuerbach: la concezione di Dio

L’inettitudine dei personaggi

La concezione dell’inetto è la stessa per la quale, molto spesso, tale terminologia viene utilizzata nel nostro secolo. Sebbene, l’autore, né approvi appieno l’utilizzo integrato nella società e nel periodo storico da egli descritto. Infatti, l’inetto risulta essere colui che, non prendendo pieno potere della propria vita, è in balia degli eventi. Dal momento stesso che, non è in grado di gestirli. Si tratta di un personaggio che non riesce appieno a godere di ciò che ha, per cui, non subisce l’integrazione societaria propria di ogni essere umano, bensì, ha continue difficoltà nell’approcciare al mondo nel quale vive. A tale personaggio, si contrappone di fatto il vincente: l’uomo invidiabile, di successo, che non fallisce mai, né con se stesso, né attraverso gli altri.

La contrapposizione della figura femminile

Non è da meno, prendere in considerazione a descrizione della figura femminile in Svevo. Soprattutto perché, esistono delle differenze e delle analogie interessanti dal punto di vista epocale. Infatti, l’autore, mette in luce due descrizioni ben distinte fra loro. Da una parte, abbiamo la donna frivola, ma di bellezza e eleganza spropositate. Che mette di fatto in luce l’aspetto estetico e mai quello etico. Mentre, la contrapposizione la fa la donna semplice, ma la quale, ha dei valori morali e delle doti spropositate. Due figure di rappresentanza esponenziale, che possiamo vedere nel romanzo citato poco sopra. Possiamo discernere quindi la carnalità dalla spiritualità. Che l’autore, pretende di vedere con un’ottica dissociata. Pensiero, dal quale, mi discosto pienamente, ma di interessante rilievo per l’epoca in cui l’autore diede voce al proprio pensiero.

By Jessica Livolsi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.