Massa (Toscana): il pianoforte e la musica come terapia ospedaliera
Massa (Toscana): il pianoforte e la musica come terapia ospedaliera

Massa (Toscana): il pianoforte e la musica come terapia ospedaliera

Massa. Dopo frequenti studi da parte dell’Ispo di Firenze, è dimostrata l’efficacia della musica sui pazienti in oncologia. Infatti, dopo il periodo buio, che la pandemia ha stipato nella sua credenza, tornano gli eventi per i malati. E torna, la speranza della leggerezza.

Quando si potrà tornare a suonare nell’ospedale di Massa?

Il significato della musica, lo assaporiamo ogni giorno. Ma per noi, che viviamo una vita normale, senza particolari problemi, il significato si riduce a quello prettamente radicale. Per i pazienti neologici, invece, tale è da essere una vera e propria terapia. E, l’ospedale di Massa, lo sa molto bene. L’esperienza nasce circa 15 anni fa, quando il discografico Gian Andrea Ludovici, era sottoposto a trattamenti all’ospedale. Il personale, per fargli riacquisire la voglia di vivere e di fare, gli rispose l’organizzazione di una stagione concertistica. Da quel momento, la musica fece capolinea fra le corsie e ben due anni dopo, nacque l’associazione Donatori di Musica. Lunedì 31 alle 17, Angela Panieri, la pianista, accompagnerà con la sua musica, il soprano Gloria Pozella.

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La reazione dei pazienti

Al di là della coscienza che ci induce a credere l’importanza di quanto il personale sanitario svolge in funzione dei pazienti, esiste un ulteriore fattore da considerare. La musica, che sia utilizzata come terapia, non è di certo una scoperta, ma analizzando la faccenda dal presidio medico, la grandezza si amplifica fino a farla essere una parte stessa della medicina. Infatti, i pazienti che sono esposti alla grandezza dell’arte musicale, rispetto a coloro che non ne sono a confronto, hanno una risposta significativa di abbassamento di richiesta di farmaci antidolorifici. Si torna a suonare per l’animo, per la mente e, per la reazione del corpo in successione all’ascolto di queste meravigliose note musicali. Si torna a suonare per i pazienti, ma anche per il personale medico, per i familiari dei soggetti affetti da malattie, per i volontari stessi.

L’importanza della sfera emotiva

Il direttore di Oncologia, Andrea Mambrini, ha raccontato come, sia di fondamentale importanza, la presa in considerazione e di coscienza della sfera emotiva. La malattia è esistente, ma per quello, esistono le cure che ai pazienti, vengono costantemente somministrate. Il punto è che la musica, è trattata come attività di svago, dove, non esistono divise che esercitino la pressione della diversità. Di fatto, è come essere ad un concerto e divertirsi tutti assieme. Facendo così comprendere, ai presenti, che esiste ancora una vita da vivere, e anche per tale motivo, l’aspetto diviene estremamente importante. Che dire? Un’iniziativa che, da Toscana, e Massese, mi rende orgogliosa del posto in cui sono nata!

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