Questo è il parlamento che l’Italia merita?
Questo è il parlamento che l’Italia merita?

Questo è il parlamento che l’Italia merita?

Questo è il parlamento che l’Italia merita? La leadership partitica è andata a picco, tranne quella di Giorgia Meloni. Oggi si sta nuovamente proponendo il Mattarella bis. Questo è un parlamento che non riesce a gestire una votazione che richiede una struttura politica.

Questo è il parlamento?

La maggioranza non ha più ragione di esistere. La maggioranza non c’è più. Dobbiamo riflettere sul fatto che la politica è questione di cultura politica. Quelli che ci rappresentano sono ruba galline, gente, politicamente parlando da due soldi. Oggi mi ritrovo ad elogiare Giorgia Meloni l’unica attrice degna del suo ruolo. Sarà lei a guidare il Paese nei prossimi anni? Se rifletto sulla politica che ha messo in campo in questi ultimi due anni, riesco soltanto a vedere una leader detererminata, coerente con le sue scelte e leale. Io non sono della sua idea politica, ma non posso non rispettarla. Lei ha un solo difetto che deve aggiustare prima possibile: le sue alleanze.

Cosa dovrebbe fare se questo è il parlamento?

Fratelli d’Italia deve correre da sola e vincerebbe le prossime elezioni a mani basse. Solo dopo dovrebbe pensare bene alle alleanze, non dimenticando i tradimenti. Il corto circuito istituzionale ha nomi e cognomi: Letta, Renzi, Salvini, Conte, Di Maio, Berlusconi, Tajani, e tutti i gruppetti sparsi che vagano nell’aula di Montecitorio.

Costernazione

Queste persone hanno creato una emergenza istituzionale. Incapaci di gestire una responsabilità profonda, si sono spostati nei labirinti delle necessità di potere interno, che paradossalmente non esiste. Il mezzo usato per affrontare il tutto è meschino. Parole buttate al vento, creando inasprimenti istituzionali, tanto da arrivare all’offesa delle istituzioni stesse. Draghi salirà al Quirinale per convincere Mattarella? Possibile! Il punto è che una Presidenza bis, diventa un vero corto circuito costituzionale. La costernazione sta nel fatto che, la totale inadeguatezza dei ruoli, rende indispensabile la guida di Draghi.

Le incapacità

Le incapacità di valutare e accettare proposte, porta ad un’altra domanda: se si dovesse fare un rimpasto senza la guida Draghi, chi potrebbe essere il prescelto? Nessuno! L’Italia è guidata da persone che antepongono interessi personali a quelle del Paese. Le elezioni prossime ci daranno una coerenza di Stato? Vedremo se Giorgia Meloni rafforzerà la sua leadership… unica e coerente. Forse è arrivato il tempo del presidenzialismo?

By Fabio Fiorina

Un commento

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