La notte dell’inganno neanche troppo velato: parte I
La notte dell’inganno neanche troppo velato: parte I

La notte dell’inganno neanche troppo velato: parte I

Una stanza, una lampada sfumata di menzogna e lame pronte ad infilzare la notte dell’inganno consumato nell’ombra di una mano potente. Stando ai fatti raccontari e per ora confermati, Salvini viene raggirato da Conte e Letta.

La notte dell’inganno era già pensata?

Stando ai fatti confermati, Matteo Salvini si reca all’incontro celato dall’oscurità. Incontra Giuseppe Conte e Enrico Letta, da questo incontro deve uscire un nome comune per la presidenza della repubblica. Nei giorni precedenti, Salvini facendo molto rumore, forse per consolidare una leadership di destra, ha messo sulla tavola nomi pesanti, tra cui quello di Elisabetta Alberti Casellati. Ma non solo, insieme al resto della destra (o quasi tutta) si sono fatti il nome di Nordio e di Pera. Quello che ho notato dal secondo giorno è stato il continuo prendere tempo da parte della sinistra, anche se apparentemente possibilista su alcuni nomi. Era come se la compagine di sinistra, facesse riferimento a qualcuno di più elevato rispetto a loro. Dall’incontro oscuro, Letta e Conte tirano fuori un nome: Belloni. Immagino che Salvini nel suo intimo, debba aver provato una sorta di brivido della vittoria. Sia Letta che Conte confermano: “Domani avremo una donna Presidente della Repubblica”. Ma nella notte si consuma il delitto! La notte della Giudecca, dove troviamo le peggiori infamità e i peggiori tradimenti.

Ipotesi di reato

Nella notte salviniana costellata di bei sogni e sorrisi stampati nel sonno, un reato morale si consuma altrove. Provetti ingannatori, modello kgb, si accordano per un altro nome: nuovamente il Mattarella bis. Cosa è accaduto? La Belloni faceva troppa paura? Troppi segreti conosciuti? Come ha detto Renzi: “Il capo dei servizi segreti non può diventare Presidente della Repubblica”. ‘Mbècerto, vorrei invitare il senatore Renzi a fornire l’articolo della costituzione che boccerebbe questa procedura. E se i nomi fatti dovevano passare l’esame Europa? Magari con qualcuno all’altro capo del telefono a dare indicazioni tipo: “Il nostro ideale per confermare, la disponibilità dell’Europa verso l’italia, rimane sempre identificabile nell’asse Draghi/Mattarella“. La sinistra sembra avere la stessa struttura di un servizio segreto. Sembrano smembrati, frantumati come una manciata di sabbia, ma in quella nebbia che li avvolge, ognuno fa la sua parte di intrigo e scandalo, e Conte, Di Maio e Letta, sembrano perfetti manovratori di tanti altri intrallazzatori.

 

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