La misura colma: quando si abbandonano i sensi dello spirito
La misura colma: quando si abbandonano i sensi dello spirito

La misura colma: quando si abbandonano i sensi dello spirito

La misura è colma, lo spirito è stanco e la relazione con gli altri, lascia il tempo delle stesse lamentele del tempo. E per tutto il vissuto, dove qualcuno ha tentato di aiutare il prossimo, ma ha ricevuto solo le circostanze del lamento, esiste il tempo in cui finisce il tempo.

Che succede quando la misura è colma?

Siamo sotto gli effetti di un mondo che ha dato vita, grazie alla nostra presenza, una concatenazione di cause, che spesso porta alla stanchezza dello spirito in essere. Sebbene siamo disposti a raccogliere, come dei deumidificatori viventi, tutto ciò che vige negli altri, la misura si colma di se stessa, nel momento in cui vediamo che non esiste la corrispondenza dall’altra parte. Orde di individui che, sembrano camminare per il miglio verde della vita. Succubi del mondo, ma non dei loro simili. Dai quali si guardano bene essere se stessi e, pensano a proiettare una parte di sé che, non esiste, per mostrare una grandezza, che di fondo, non ha senso.

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Il miglio verde della vita

Come ci ha insegnato lo stesso filosofo Nietzsche, se subiamo la vita, adattandoci al nichilismo passivo, saremo solo delle pedine in balia della vita che ci hanno dato, ma che non sappiamo di certo gestire. La parte attiva oramai, è rimasta vittima di se stessa e, laddove esista, si prende per la maggior parte delle volte, il carico di tutti coloro che non hanno saputo o voluto scegliere. Perché, che lo vogliamo o meno, il mondo ha il suo ciclo, che esso sia con o senza di noi. Ma dal momento stesso in cui, ci siamo, dobbiamo costruire, renderlo migliore o, comunque prendere una posizione. Perché anche coloro che hanno scelto la cattiveria, hanno di fatto preso un bivio e non sono rimasti nel limbo dell’indecisione, sebbene essa possa essere opinabile.

Mi occupo, ma non mi preoccupo

E ad un certo punto, reduci del tempo che abbiamo donato agli altri, che nessuno potrà mai restituirci, ma che nessuno ha compreso nel senso stesso e nel modo corretto, lo spirito si avvilisce. Anche se le missioni che ci hanno dato, complesse e che non tutti, sarebbero in grado di ricoprire, ci si stanca. E non dipende più da noi che, con uno spirito avvilito cerchiamo a stento ad andare avanti. Poiché anche lo stesso, ci suggerisce di lasciare agli altri la scelta del libero arbitrio. Ma noi, che abbiamo un compito ben preciso, non lasceremo mai la presa e, l’unica cosa che ne converrà, sarà la nostra disfatta, nel silenzio della loro vittoria.

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