Girone e Latorre: il caso dei due fucilieri è ufficialmente chiuso
Girone e Latorre: il caso dei due fucilieri è ufficialmente chiuso

Girone e Latorre: il caso dei due fucilieri è ufficialmente chiuso

L’indagine a carico dei due fucilieri italiani Girone e Latorre, è stata definitivamente archiviata. Il caso, riguardava l’uccisione di due pescatori indiani. Mentre per ciò che concerne la Corte Suprema indiana, il fatto si era concluso dopo il pagamento di ben 100 milioni di rupie, come risarcimento alle famiglie.

Girone e Latorre liberi da tutto?

Il Gip del tribunale di Roma, ha deciso di concludere, archiviando il fatto, il protocollo a carico di Girone e Latorre. Per il quale, i due furono accusati di omicidio colposo, ai danni di due pescatori indiani. Tale fatto, risale al 2012, ma nel corso del tempo, gli elementi a carico dei due fucilieri, non sono mai stati ritenuti sufficienti per procedere al processo. Né deriva quindi, che i provvedimenti per i due uomini, sono caduti nel momento stesso in cui, si è decisa l’archiviazione. Nel luglio del 2020, la Corte Suprema indiana, ha richiesto un risarcimento di 100 milioni di rupie, che lo Stato italiano, ha pagato a quello indiano. Ciò, al fine d’essere un risarcimento per le famiglie dei due pescatori uccisi.

Un salto nel passato

Come non ricordarsi dell’accaduto, per il quale lo Stato italiano, ha sempre ritenuto i due fucilieri innocenti, sebbene abbia acconsentito al pagamento del risarcimento. Era il 15 febbraio del 2012 e, Girone e Latorre, si trovavano a bordo della petroliera Enrica Lexie. A circa 20 miglia dalle coste, i due intravidero un peschereccio indiano, contro cui, aprirono il fuoco, uccidendo così, due pescatori indiani. Per ciò che concerne la difesa italiana, fu sempre sostenuto che, i colpi, partirono a causa delle manovre sospette attuate dallo stesso peschereccio. Ma l’India, rifiutò di credere che tale reazione, non fosse estremamente esagerata. Laddove, si potevano esplodere colpi di avvertimento.

Una verità inconcludente

La verità, resta di fatto un macigno sul cuore che, solo chi ha vissuto, è in grado di decifrare e determinare. Talvolta, le cose restano palesi e chiare, ma col tempo, anche la memoria dei fatti, tende a cancellare fatti spiacevoli, o a crearne delle voragini. Con tutta probabilità, e con un’analisi dissociata, sia quanto detto al tempo dall’Itali, che quanto replicato dall’India, poteva essere di fatto, vera. Ma ciò che conta, è che nessuno, a parte coloro che erano presenti, potranno mai concordare una verità assoluta, che sarà sempre fatta di punti di vista e visuali contrapposte. Sia per la modalità differente di cultura e organizzazione, sia di pensiero.

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