Gratificazione: il processo dell’auto-riconoscenza spirituale
Gratificazione: il processo dell’auto-riconoscenza spirituale

Gratificazione: il processo dell’auto-riconoscenza spirituale

Me lo sono proprio meritato”, “sono stata davvero brava”, “oggi ho dato il meglio di me”. Tutte queste formule, che avrete almeno una volta, ripetuto a voi stessi, fanno parte di un processo altalenante di gratificazione. Lo reputo altalenante, poiché, molto spesso, tendiamo ad essere scontenti, nonostante ciò che abbiamo concluso.

La gratificazione come scelta di vita?

Molte volte ci offendiamo, e lo facciamo anche ad alta voce. Inneggiamo contro noi stessi qualora ciò che abbiamo precluso dovesse essere tale, non va secondo i piani. E, di fatto, dimentichiamo il come, il quando e il perché delle scelte che ci hanno ricondotto a vivere quel determinato presente. Siamo focalizzato solo sull’obiettivo principale che, in quel momento risulta essere il qui e ora. Il fatto in sé, ha una perfezione logica, nell’’attuare il determinato ragionamento nel contesto della presenza, fisica e spirituale, in quel determinato attimo di vita. Sebbene però, sia altrettanto vero, che guardando al passato, con le decisioni prese, abbiamo affrontato tanti qui e ora. 

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Il giusto apporto cooperativo

Quando arriviamo a una situazione tale, che spesso si riconduce come la voglia di abbandonare gì sforzi fatti, perché ancora non abbiamo ottenuto ciò che vogliamo, dobbiamo riflettere. Molto probabilmente, per non dire sicuramente, le scelte prese, sono state dettate dalle difficoltà di quel momento, dalle possibilità e dalle potenzialità. Io faccio sempre un banale esempio, ma che rende benissimo l’idea. Quando iniziate la palestra, sarete in grado di alzare 5 kg magari. Dopo ben cinque mesi, improvvisamente si tramutano in 20, 30. Ma se avesse preteso di farlo il primo giorno, non ci sareste mai riusciti e, avreste quindi abbandonato il progetto. In questa analogia, il corpo è la nostra possibilità, mentre il peso, il nostro mezzo. E lo scopo, sarà il dimagrimento o l’ottenimento di massa muscolare. Vediamo come la gratificazione deve agire.

La gratitudine al giusto punto

Una volta compreso l’esempio, è necessario dire, che se aveste alzato quei 5 kg, vi sareste dovuti gratificare per esserci riusciti. Ricordate magari, che il giorno prima, vi pesava prendere anche solo una bottiglia di acqua dalla dispensa. E così, dovete continuare per i giorni e i mesi a venire. Troppo spesso otteniamo da noi stessi, nei nostri confronti, atteggiamenti di estrema durezza, che, non solo illudono la mente e lo spirito di non esserne in grado. Ma che, al contempo, ci convincono che davvero, non possiamo proseguire quello che avevamo creduto di fare. Gratificarsi per ogni scalino fatto, induce la mente a mettere in moto il meccanismo per continuare a salire.

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