Due Movimenti nel movimento delle Stelle
Due Movimenti nel movimento delle Stelle

Due Movimenti nel movimento delle Stelle

La guerra tra Grillo e Conte non fa che creare due movimenti? Sempre più in tensione si schierano tra di maiani e contiani. Insomma, il comico voleva risolvere un problema, e invece a quanto sembra, dopo il suo intervento, non ha fatto che alimentare la fiamma.

Due movimenti in uno?

Neanche per sogno! L’attività di Grillo e Conte si è andata a scontrare con violenza verbale. Il signor Conte non sembra più lui. Dialetticamente è molto più aggressivo ma inconcludente, quasi volesse o avesse il bisogno di confermare la sua autorevolezza all’interno delle five stars. In tutto questo troviamo, non con molta sorpresa, un comico che si veste da profeta e comincia a parlare a vanvera, cioè Beppe Grillo. “Una volta un padre venerabile (Bapu Ghandi) disse ai suoi ‘Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Così egli (l’Elevato) non volle essere un padre padrone, ma un padre che dà ai figli il dono più grande. Sicché rinunciò a sé per consentire il passaggio dall’impossibile al necessario. Non dissolvete il dono del padre nella vanità personale (figli miei)’. Il necessario è saper rinunciare a sè per il bene di tutti, che è anche poter parlare con la forza di una sola voce”. Così,  citando Ghandi, invece di risolvere un problema ha scatenato una faida interna. In tutto questo, chi sta trovando giovamento e autorevolezza è il draghiano Di Maio, che sembra di buon grado accettare la sfida e crogiolarsi tra i suoi sostenitori.

La faida

Lo scontro tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio è di fatto nato nei giorni della trattativa sul Quirinale. Mentre Conte appoggiava come un fedele servitore Letta, ovviamente schierato contro la candidatura di Mario Draghi, Di Maio era tra i più attivi nel promuoverla. Fatto sta che il movimento è al quanto movimentato in questi giorni e sta rischiando la scissione. È stato per primo Di Maio, che una volta portata a casa la rielezione di Mattarella, a parlato di una forte necessità di verificare la reale leadership di 5 stelle. Conte non è certo stato zitto, rispondendo dalle pagine de Il Fatto Quotidiano: “Di Maio riferirà del suo comportamento non a Conte, ma agli iscritti”. La contro azione di Di Maio, sembra quella di uno che si sente avvolto da un’area indaco. Per tutta risposta il ministro ha reagito cominciando a schierare i suoi seguaci. Insomma, molti compreso il sottoscritto si aspettavano una radicalizzazione forte dei 5 stelle, soprattutto dopo la nomina di Conte. Probabilmente, la base del movimento, non ha amato un certo vassallaggio al Pd, soprattutto a Letta. Ma Grillo dovrebbe comunque tacere per non combinare altri danni con i suoi protagonismi circensi.

Di Fabio Fiorina

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