Amicizia: lo scarico dei problemi non è un sentimento di condivisione
Amicizia: lo scarico dei problemi non è un sentimento di condivisione

Amicizia: lo scarico dei problemi non è un sentimento di condivisione

Amicizia: una delle più belle parole che segna la relazione interpersonale fra due soggetti che hanno adottato i valori morali e moralistici della vita. Eppure, qualcuno, ne mistifica il significato primario.

L’amicizia è un sentimento condiviso?

Tale dovrebbe essere, ma capita spesso, che esistono persone, in tale rapporto, che mistificano la realtà della parola stessa, credendo che dall’altra parte, ci sia qualcuno disposto ad ascoltare ogni avvento coscienzioso. Ma di cosa sto parlando con precisione? Vi sarà capitato di voler bene a qualcuno che, alla fine della sua giornata, sente la necessità di chiamarvi. Tutto bello, la premessa anche, finché non si arriva a quel velo, non troppo sottile, di lamentela verso qualsiasi cosa che vorrebbero cambiare, ma che realmente non vogliono. Non sono influenze positive, anzi, ci zavorrano l’anima delle loro negatività che, non hanno le palle di cambiare.

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L’avvento traumatico

E se fate bene mente ovale, vi renderete conto che, fin troppo spesso, nemmeno vi chiedono come state. “Mi hanno preso per il centralino sos aiuti”? Vi sarà capitato di pensare anche questo. Ma la realtà è che in questo rapporto, tossico e audace sotto certi punti di vista, non c’è amicizia. Voi, siete degli scarichi di coscienza. Qualcuno che, tanto, crederà sempre alle belle premesse che vi dicono. Quando, in realtà, la vostra educazione, vi spinge ad ascoltare, senza giudicare la situazione altrui. E questi soggetti, continuano imperterriti a mostrarvi quanto la loro vita sia incasinata, quanto le cose non cambino mai e restino sempre le stesse. In cuor vostro la soluzione ce l’avete: cambiare le carte in tavola. Cosa, che fra l’altro, voi avrete fatto un milione di volte.

L’allontanamento come presa di posizione

Alla fine, si riduce tutto ad allontanarsi da tali soggetti, che non apporterebbero alcun beneficio alla nostra persona. È chiaro che tutti noi, vorremmo avere dei rapporti maturi che, di certo, dovrebbero portarci ad un alto livello di coscienza. E, quando ci rendiamo conto che ciò, non può assolutamente avvenire, non dobbiamo lasciare aperta la porta, mediante la quale, potrebbero riaffacciarsi. Non si tratta di una questione di cattiveria, ma soltanto di sopravvivenza propria spirituale. Perché aiutare gli altri, è sempre un gran gesto nobiliare. Ma laddove, la questione non voglia essere cambiata, non c’è nulla che possiamo realmente fare se non, abbandonare la questione al libero arbitrio.

By Jessica Livolsi

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