Missione antiterrorismo: in Siria si contano 13 vittime
Missione antiterrorismo: in Siria si contano 13 vittime

Missione antiterrorismo: in Siria si contano 13 vittime

Una missione antiterrorismo ha condotto le forze delle operazioni speciali statunitensi ad un blitz in Siria. Da quanto detto, la missione “ha avuto successo” poiché “non ci sono vittime statunitensi”. Infatti le 13 uccisioni sarebbero tutte siriane, fra cui due bambini.

Una missione antiterrorismo antitetica?

Vorrei che si riflettesse su quanto detto, una volta scaturito l’evento della missione. La frase “ ‘operazione ha avuto successo, non ci sono vittime statunitensi”, fa comprendere davvero, quanta poca importanza ha l’avere ucciso 13 civili, fra cui due bambini. Un discorso che ci riporta per l’ennesima volta, al fatto patriottico in sé, della Grande America. La zona, in cui ha avuto luogo l’operazione, è Atme, nella provincia di Idlib. Là, si ritiene aver scovato una cellula terrorista, dove risiedeva, secondo quando riportato, un rifugio di jihadisti. Ma la vittoria, porta con sé la mutilazione di corpi, la privazione della vita che, ancora una volta, viene definita una grande operazione.

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L’Osservatorio e il video dell’orrore

Durante la missione, l’Osservatorio, ha monitorato tramite video l’accaduto. Ed è proprio in quest’ultimo, che è possibile osservare il preludio dell’umanità che ha perso il senso stesso della propria esistenza. Infatti, tramite esso, è possibile vedere i brandelli dei corpi di due bambini, assieme a quello di un uomo, che secondo i testimoni, l’edificio accanto al quale i corpi esanimi e lacerati risiedono, è stato preso d’assalto dalle forze speciali statunitensi. Che tale atrocità, possano essere ricondotte ad una vittoria, palesata tale, ma che di fatto, non possiamo averne la certezza, è disumano. Già, perché ci affidiamo sempre al fatto che l’America, abbia le sue buone ragioni, ma d’altro canto, non abbiamo la verità in mano.

La presunzione patriottica statunitense

E lo sappiamo bene, come agisce l’America, in determinate situazioni. Lo sappiamo che cosa ha creato in Afghanistan, dopo l’avvento dell’istituzione de Governo talebano. E poiché, il precedente storico, dovrebbe insegnarci a ragionare che, la storia è una ripetizione di fatti e non, il cambiamento degli stessi, questo ci porta o dovrebbe a riflettere. Intanto, l’atrocità con la quale è possibile notare la mutilazione di corpi, di uomini, donne o bambini, ci lascia imperterriti di fronte “ad una presunta cellula terrorista”. Presunta significa che, di fatto, non si ha la certezza che fosse tale. Quel che c’è di certo, è la morte, con la quale si fa fronte alla potenza di un Paese.

By Jessica Livolsi

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