Prospettive vitali: come si cambia e si cresce con il salto nel vuoto
Prospettive vitali: come si cambia e si cresce con il salto nel vuoto

Prospettive vitali: come si cambia e si cresce con il salto nel vuoto

Le prospettive vitali di una persone, sono quelle che inducono l’individuo stesso alla scelta personale. Infatti, la stessa diviene l’accrescimento spirituale dell’essere e delle proprie ambizioni.

Prospettive vitali come cambiamento interiore?

Le prospettive vitali, riconducono il nostro essere, ad essere scelta, collaborazione con noi stessi e libertà di fondo. E, come spesso ho detto nei precedenti articoli, è essenziale in tale processo rifinito dell’essere, il salto nel vuoto. Di una bellezza unica e, affasciante fino al punto di spaventare a morte, esso è la beatitudine di coloro che l’hanno scelto. Spesso, lo paragono a un grande punto interrogativo sulla nostra fronte. Poiché esso, non da né le giuste domande e, di conseguenza, le adeguate risposte. Ma ad un certo punto della nostra esistenza, richiediamo proprio questa tipologia di approccio. Alle volte, per la questione di staticità cronica, quasi come se, la stessa, fosse divenuta una malattia dell’anima.

Il salto nel buio: dalla morte alla rinascita dell’essere

La staticità cronica

Essa, è riduttiva all’essere adeguati a quanto ci è passato davanti, senza cercare un’altra direzione. Inizialmente, la prendiamo come una cosa che, per forza di cose doveva andare così. Ma col tempo, l’abitudine subentra nella quotidianità, ed essa, diviene il motore pulsante verso il cambiamento. Ed è proprio in quel determinato istante, che prendiamo coscienza di ciò che abbiamo vissuto passivamente. E se non siamo masochisti, cerchiamo costantemente di migliorare quel circolo vizioso, nel quale siamo finiti senza la volontà filosofica. La volontà, va intesa come la forza motrice di spinte del motore, dato dalla voglia del cambiamento stesso. E, allora accade di volersi dirigere verso nuovi stimoli e nuove fonti.

Arriva il salto nel vuoto

Ci spigliamo in una direzione che, di certo, non sappiamo dove ci condurrà. Ma siamo disposti a farlo, secondo quella staticità cronica, che ci ha reclusi in un limbo per troppo tempo. Purtroppo, come abbiamo spesso visto, non tutti sono disposti a farlo, benché il richiamo sia forte e chiaro. Il salto nel vuoto è sempre una garanzia del nulla. Perché esso, non è qualcosa di programmato o programmabile mediante schema statico. Quello che lo caratterizza, dall’inizio alla fine, è proprio la dinamicità mediante il quale si muove costantemente. Ma non si tratta di un movimento continuo e circolare, delineando la linearità del tempo. No, può essere ricondotto ad un percorso ad ostacoli, dove, è il nostro libero arbitrio a condurre il gioco sul tavolo.

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