L’analisi della veridicità: perché il giornalismo è falsato
L’analisi della veridicità: perché il giornalismo è falsato

L’analisi della veridicità: perché il giornalismo è falsato

Nel giornalismo, l’analisi della veridicità, è il primo fattore da tenere in considerazione, laddove si attenda una notizia e la sua stessa fonte. Ieri sera, mentre qualcuno elargiva la salvezza della vita di Rayan, il bambino caduto nel pozzo, qualcun altro aspettava con certezza l’ultima parola.

L’analisi della veridicità aspetta l’ultima parola?

Se scrivessimo una notizia per ogni parola che viene detta, perderemmo la credibilità stessa del giornale. A meno che, non decidessimo di fare giornalismo di assalto. Allora in tal caso, le notizie arriverebbero in tempo reale. Ieri sera, mentre il bambino di 5 anni di origine marocchine, caduto in una cisterna di ben 60 metri, veniva portato in superficie, sono fioccati articoli scandalosi. Lo scandalo, è dato dalla continua ricerca dello scoop, a qualsiasi costo, andando oltre il dicibile e l’ignobile. Ma andiamo con ordine ad esprimere perché, io, che mi sono occupata del caso per questo giornale, ho atteso, prima di dare false speranze ai nostri lettori.

La storia si ripete: in Marocco Ryan ci ricorda Alfredino Rampi

 

Il ragionamento logico

Adesso, forse qualcuno crederà che ciò che facciamo, è mosso solo dal nostro intento di dirvi qualcosa. Nella realtà dei fatti, ciò che vi vogliamo dire, deve essere la verità e, deve essere analizzata ed esaminata fino alla fine. Ci sono poi cose, che non vorremmo dirvi mai, ma che fanno parte del nostro lavoro. Quando ho appreso del bambino, ho deciso di informarvi, perché la speranza, era che non dovessimo rivedere quanto accaduto ad Alfredino Rampi. Spesso, scriviamo con le lacrime agli occhi e, senza scopo di lucro, vi informiamo, e non vi chiediamo nulla, se non, di leggere con attenzione quanto decidiamo di esporvi. Ma ieri sera, tutte le false speranze che molti “giornalisti”hanno deciso di dare, spiattellando una falsa notizia, ovvero che “Rayan fosse salvo e vivo” mi ha fatto pensare molto.

Lo scopo di lucro e l’accattonaggio di lettori

Tutti a commentare la notizia, tutti felici e poi, gli stessi lettori che informano “il giornalista” che in realtà il bambino è morto. Cioè, i lettori che dicono a un ( si presume) professionista, la notizia finale? Un no sense generico che ha sconvolto molti. Ho atteso molto, ho sperato che il bambino si salvasse. Ma altresì, ho pensato alla caduta che il piccolo ha fatto e, ho pensato bene prima di scrivere fesserie a caso. Perché a noi, di giocare su una piccola vita innocente, non interessa. La cosa che ci sarebbe davvero piaciuta, dal profondo del cuore, sarebbe stata dirvelo davvero che Rayan si era salvato e che stava bene. Ma la realtà delle cose, è stata diversa. E questo, è quanto vi abbiamo comunicato, tramite un piccolo shoot, nel rispetto di una famiglia che ha perso un figlio.

Un commento

  1. Complimenti per la delicatezza e l’ accortezza che esprimete nell’ articolo .sono ovviamente pienamente d’accordo con quanto scritto sul giornalismo e su tutte le forme d’informazione ( secondo me troppe, da creare in tanti casi terrore ed ansia nei lettori ) oggi viene data parola alla chiunque! basta creare un’ account e magicamente tutti diventano giornalisti ,virologi , politici ecc . Questo ha generato un caos mentale nei lettori che ormai sono pieni di notizie fake o alterate ,ma che comunque vengono assimilate e prese come veritiere .sono ben lieta di constatare ,leggendovi ,che c’è ancora qualcuno che ama LA VERITÀ con i suoi tempi e non lo SCOOP a scopo di lucro …. un bacio al cielo per un’anima che non ha avuto la possibilità di vivere la vita .

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