L’immaginario universale di Papa Bergoglio: l’intervista oltre Dio
L’immaginario universale di Papa Bergoglio: l’intervista oltre Dio

L’immaginario universale di Papa Bergoglio: l’intervista oltre Dio

Ieri sera, il Santo Padre, in collegamento con lo studio di Fabio Fazio, ha rilasciato un’intervista meravigliosa, oserei dire magica. L’immaginario universale delle parole di Bergoglio, nasconde ma mai cela, il senso profondo della parola di Dio Padre.

Qual è l’immaginario universale di Bergoglio?

Al di là delle domande e delle risposte date dal santo Padre, quello che emerge di più da tutto questo, è la sacrosanta parola di Dio, espressa mediante il suo diretto discepolo. Infatti, il Papa, non si antepone a nessuno, anzi, si mette al pari di tutti noi, sia con i fatti che con le parole. Ma il fulcro fondamentale, è che non è solo Uomo di Dio,  bensì, diviene sia ambientalista che politico, sia peccatore che santo. Attacca duramente la legislazione che ha anteposto alla gente, la guerra. Intesa come categoria primaria nel mondo. Ma attenzione, perché la guerra di cui parla il Santo Padre, non è solamente quella combattuta con le armi, se non quella ideologica, che spinge a mettere la povertà all’ultimo posto e, ad avanzare prepotentemente verso la pretesa di essere superiori a tutto quello che accade sotto i nostri occhi.

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La psicologia dell’indifferenza

E a proposito della superiorità estrema, propria dell’essere umano che, nasce buono ma è dotato di libertà di scelta, il Papa affronta un ulteriore questione: la psicologia dell’indifferenza. La mia esplica, così, nel modo più semplice e comprensibile per tutti coloro in ascolto. “L’uomo vede i mali del mondo, ma immediatamente dopo, il suo sguardo è rivolto altrove. C’è sempre un atteggiamento di tentazione a non guardare, come se davvero nulla fosse accaduto. Per comprendere ciò che sta avvenendo, per sentirne il dolore, è necessario toccare con mano”. E a tal proposito, Bergoglio ci dimostra mediante un esempio le proprie parole. “Quando fate la carità, toccate la mano dell’uomo di fronte a voi, lo guardate negli occhi, o il vostro sguardo è rivolto altrove? La differenza tra fare finta e fare, sta nell’immedesimarsi in colui che sta soffrendo, che ha bisogno di un aiuto tangibile.

Il Mediterraneo: “il grande cimitero”

E non risparmia le sue parole per la questione dell’immigrazione. Paragonando di fatto il Mediterraneo, al più grande cimitero di questi tempi. E si imbatte nella questione politica, esortando i Paesi a fare una questione di accoglienza, su carta, su quanti immigrati ogni Stato può prendersi e farsene carico. “L’immigrato va sempre accolto, accompagnato, promosso e soprattutto integrato”. L’integrazione fa sì che, le ideologie sbagliate, non crescano mediante quel nucleo, ma si fondano con l’appartenenza e si misurano con la cultura e la collettività di un popolo. L’importanza dell’integrazione agisce su un calo demografico che, subiscono molto sia Italia che Spagna. Quindi di fatto, andrebbero a ricostruire un Paese nella sua totalità.

By Jessica Livolsi

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