Ratzinger: “Gli abusi grandissima colpa ma non sono bugiardo”
Ratzinger: “Gli abusi grandissima colpa ma non sono bugiardo”

Ratzinger: “Gli abusi grandissima colpa ma non sono bugiardo”

A seguito del dossier sulla pedofilia nella diocesi Monaco, Ratzinger risponde con una lettera tentando la via della giustificazione. Il fatto lo vede particolarmente coinvolto per gli anni in cui era arcivescovo, e ha taciuto i crimini nella sua diocesi. “Grandissima colpa per chi commette abusi ma anche per chi non li affronta nella stessa Chiesa”. Quindi la cosa doveva essere taciuta e gestita nel segreto della Chiesa?

Ratzinger è colpevole

È colpevole e le prove ci sono tutte. Colpevole di aver coperto crimini sessuali tentando di nasconderli nelle pieghe della tonaca ecclesiale. “Negli incontri con le vittime ho guardato negli occhi le conseguenze di una grandissima colpa e ho imparato a capire che noi stessi veniamo trascinati in questa grandissima colpa quando la trascuriamo o quando non l’affrontiamo con la necessaria decisione e responsabilità, come troppo spesso è accaduto e accade. Ho avuto grandi responsabilità nella Chiesa cattolica.Tanto più grande è il mio dolore e ogni giorno mi domanda se anche oggi io non debba parlare di grandissima colpa. Come in quegli incontri, ancora una volta posso solo esprimere nei confronti di tutte le vittime di abusi sessuali la mia profonda vergogna. Il mio grande dolore e la mia sincera domanda di perdono”.

Grazie a Papa Francesco

Grazie per la solidarietà di Papa Francesco. Sono particolarmente grato per la fiducia, l’appoggio e la preghiera che Papa Francesco mi ha espresso personalmente. Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente che il Signore non è solo il giudice giusto, ma al contempo l’amico. In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita. Mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte“, confida Joseph Ratzinger. Con tutto il rispetto ex santità, il suo timore della morte e la sua anzianità non cancellano tali crimini, anzi non deve cancellarli. Dopo la morte di una persona si tende a giustificare i suoi crimini… chiediamolo alle vittime!

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