Carmen Di Marzo e il suo viaggio nel tempo
Carmen Di Marzo e il suo viaggio nel tempo

Carmen Di Marzo e il suo viaggio nel tempo

Rosy D’Altavilla, questo è il viaggio nel tempo di Carmen Di Marzo. Si fa un po’ beffa del tempo e del futuro, raccontando il suo amore al suo amore e definendo un confine tra ciò che è sogno e ciò che è spirito.

Carmen Di Marzo ci sa fare?

Si prende il centro della scena, raccontando in un monologo etereo e spirituale, l’amore che mai si dimentica. Lo fa raccontando e cantando i vicoli di Napoli con brani che non sono nella memoria di tutti, perché meno celebri. Ma quei brani raccontano il vero, perché non soggetti a dover strizzare l’occhio a qualcuno, ma nati solo per raccontare la verità di un amore che non si vive più. Il suo sbalzo temporale che la porta da esser una bidella che si cura dei suoi ragazzi che mano mano vede crescere, ad essere Rosy D’Altavilla, la sua reincarnazione artistica, mi ha ricordato gli strappi temporali, di “Midnight in Paris” di Woody Allen. Scaraventato la scena a cento anni prima, sfruculiando l’immaginario di quel vecchio amore conteso e incorniciato in quell’arte tanto amata, che la vede trasognante in sé stessa. Lo rende vero creando una ambientazione nostalgica e decadente, merito anche di un bravo regista: Paolo Vanacore che crea un colore unico, decadente e in alcuni momenti surrealista. Come un esperto circense sa dove far cadere l’occhio usando le luci con sapienza.

Un colore per ogni epoca

I colori del palco rendono al tutto una patina di ricordi. Fabio Angelo Colajanni gioca con il suo flauto traverso abbellendo con vibrati meravigliosi brani che hanno già un’anima. Ognuno ha il suo posto. Carmen al centro, Colajanni alla sinistra del palco e il canto di un pianoforte toccato con leggerezza e capacità, da Alessandro Panatteri alla destra del palco. La distanza degli interpreti già di per se fa pensare ad un ricordo antico. Qualcosa che si anima con premura come a non volerlo far rompere… Un filo sottile che lega pensieri lontani, desideri, amore e spirito. A saperlo muovere è Carmen e un tempo che fu. Il link di seguito vi darà un’idea di quello che, per qualche giorno ancora è il colore che vi attende al Teatro Vittoria di Roma.

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