Il lavoro: è scontro Bonomi-Landini sui salari
Il lavoro: è scontro Bonomi-Landini sui salari

Il lavoro: è scontro Bonomi-Landini sui salari

In questa Italia che dovrebbe essere la locomotiva d’Europa 🤣, il lavoro invece di unire disunisce. Come prova il botta e risposta tra il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e Maurizio Landini ( non si sa come leader della CGIL) in tema di aumenti salariali.

Il lavoro: dove e quanto?

Secondo il primo vanno legati all’indice dei prezzi armonizzato (Ipca). Landini invece è convinto che servirebbe una revisione dell’Ipca che ignora il ‘caro energia’. E prosegue così la querelle innescata da giorni e sulla quale ha alzato il tiro il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri minacciando la disdetta del Patto per la Fabbrica. Il leader della UIL ha affermato: “Il conflitto è l’ultima cosa che serve all’Italia di oggi, non è vero che l’indice Ipca, escluda dal calcolo degli aumenti contrattuali i prezzi dei beni energetici importati. Non è così. Il prezzo dei beni energetici c’è, ma viene spalmato nel tempo per evitare che scarti bruschi come quello attuale rendano l’indice ballerino. Se si vogliono innalzare i salari subito, la strada sono contratti di produttività in ogni impresa, addizionali al contratto nazionale”.

Lavoro

La risposta secca

A stretto giro arriva la replica di Landini che non si è lasciato sfuggire l’occasione per controbattere dal palco dell’assemblea organizzativa della Cgil a Rimini. “Di fronte al problema dei contratti nazionali e della crescita del salario e dell’inflazione che cresce, lui risponde dicendo no, non va cambiato nulla, perché l’unico luogo in cui devono crescere i salari con la produttività è laddove si fa la contrattazione aziendale. Questa è una cosa non accettabile, In un paese con tante piccole e medie imprese. La maggioranza di questi lavoratori non ha contrattazione aziendale. Se non sono i contratti nazionali che tornano ad avere un’autorità salariale e a porsi il problema di aumentare il valore reale dei salari. Questo vuol dire accettare la programmazione e la riduzione dei salari. Le riforme non devono essere competitive”. Insomma uno scontro importante che porta solo ad un risultato finale, una annusato annusatina per capire come aggiustare il tiro.

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