Mattarella: la centralità della lingua italiana non è in discussione
Mattarella: la centralità della lingua italiana non è in discussione

Mattarella: la centralità della lingua italiana non è in discussione

Mattarella: la centralità della lingua italiana non può essere in discussione. “Desidero esprimere il mio apprezzamento per l’iniziativa che si pone come un proficuo momento di confronto. Di riflessione sulla lingua italiana nell’attuale scenario globale, caratterizzato dalla multiculturalità e dal crescente sviluppo di nuovi mezzi e forme di comunicazione”. Con queste parole Mattarella ha espresso il suo entusiasmo per l’evento La lingua Madre Italiano Trapassato Futuro”. Evidenziando la necessità di valorizzare la centralità e la storia preziosa di una lingua ricca e storica.

Mattarella: la centralità della lingua italiana è ricostruibile?

“Ne è prova la presenza alla manifestazione di testimonianze provenienti da ambiti molto diversi tra loro, dal mondo accademico e della ricerca a quello della musica pop e del cinema, da quello istituzionale a quello del giornalismo, fino alla comunicazione dei blogger e degli youtuber. L’italiano è una lingua viva. Da qualunque prospettiva lo si guardi, parlare della lingua italiana significa parlare della nostra identità. Non a caso la definiamo lingua materna, lingua madre, perché costituisce fattore di coesione di un intero popolo, ivi compresa la foltissima comunità di nostri connazionali all’estero, nonché formidabile strumento di diffusione della nostra cultura. L’italiano è una lingua viva, ha un glorioso passato ma anche un sicuro avvenire, capace come è di adattarsi al momento storico e di esprimere pienamente i sentimenti degli uomini, di ieri e di oggi“. 

Una preghiera da risolvere

Il presidente ci riporta alle nostre radici, ripresentandoci la lingua italiana come eterna fonte culturale e artistica. Ben venga l’influenza estera, ci arricchisce e ci mette a confronto con altre realtà, ma non dimentichiamo la potenza delle nostre radici. Inglesismi e francesismi non ci fanno più colti ma solo più finti radical chic, pronti a vendere le nostre radici storiche.

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