Russia-Ucraina: ora può essere guerra totale
Russia-Ucraina: ora può essere guerra totale

Russia-Ucraina: ora può essere guerra totale

La crisi tra Russia-Ucraina è entrata in una nuova fase. Una fase oscura come l’ha definita Johnson. Nella notte si è svolto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, che ha ribadito la necessità di continuare gli sforzi diplomatici.

Russia-Ucraina: la diplomazia ha fallito?

Quando si tratta di Russia e USA le diplomazie falliscono sempre o quasi sempre. La necessità di entrambi di mostrare il loro potere è a dir poco vergognosa. Spesso rasentano il fallimento non della diplomazia, ma dello spirito dell’uomo e della sua storia. In tutte le loro guerre hanno sempre messo al primo posto la ragion di Stato, cosa che normalmente è dannosa per il popolo, e spesso dal popolo schifata. Cosa ci insegna la storia? La storia ci insegna che a queste nazioni, qualsiasi sia l’amministrazione, serve la guerra. Serve per giustificare l’industria bellica, per giustificare il fallimento socio economico. Un fallimento che negli ultimi mesi ha usato anche una pandemia per nascondersi sotto le coperte della loro inefficace amministrazione. Alle ore 16,15 sono 39 gli attacchi compiuti oggi dalle forze armate ucraine contro l’autoproclamata repubblica secessionista di Lugansk, nel Donbass. Lo afferma il portavoce della milizia locale, Ivan Filiponenko, citato da Interfax, secondo cui sono stati presi di mira 20 insediamenti.

La Germania blocca il Nord Stream 2

Dopo l’annuncio del cancelliere tedesco Olaf Scholz che di fatto blocca Nord Stream 2, il gasdotto dalla Russia alla Germania, la Tass riferisce una dichiarazione del Cremlino. Sembra che, in barba ai pericolosi scontri in corso, la Russia sia convinta che la chiusura sia momentanea. Allo stesso tempo Boris Johnson vuole inasprire le sanzioni. Mentre a casa nostra Giuseppe Conte chiama l’Europa ad avere una voce e una risposta adeguata e unitaria.

Russia-Ucraina: serve una mossa per tenere aperto il canale diplomatico.

Il monito dell’Europa arriva attraverso Borrell: “Mosca faccia un passo indietro e torni al negoziato, altrimenti inaspriremo le sanzioni. Esortiamo la Russia a revocare il riconoscimento delle autoproclamate repubbliche dell’Ucraina orientale. Ma anche a mantenere i propri impegni, a rispettare il diritto internazionale e a tornare alle discussioni nell’ambito del formato Normandia e del Gruppo di contatto trilaterale”. Sembra, da una dichiarazione di pochi minuti fa, da fonti ancora da confermare, che Putin sia in possesso di un documento che sposterebbe la ragione dalla sua parte.

Borrell aggiunge

Josep Borrell: “L’Ue condanna fermamente la decisione del presidente Putin di riconoscere le aree non controllate dal governo ucraino, come entità indipendenti. Tanto da inviare truppe russe in tali aree. L’Ue risponderà con urgenza a queste ultime violazioni con misure restrittive aggiuntive che colpiranno le relazioni economiche con le aree controllate da organizzazioni non governative. Ma anche persone ed entità responsabili di minare l’integrità territoriale dell’Ucraina. Mettiamo in guardia la Russia dall’utilizzare i nuovi patti firmati con le autoproclamate “repubbliche”. Questo come pretesto per intraprendere ulteriori misure militari contro l’Ucraina. L’Ue è pronta ad adottare rapidamente sanzioni politiche ed economiche di più ampia portata“.

Russia-Ucraina: il conflitto si potrebbe allargare

Mosca: “Per ora non schiereremo militari nell’Est Ucraina. Budapest, unica tra i Paesi Nato, dispiega soldati al confine. Per il momento la Russia attende a schierare forze militari nell’Ucraina orientale” E’ la dichiarazione del ministero degli esteri russo. La dichiarazione è contraddittoria perché, secondo gli osservatori europei, le truppe russe si sono spostate nelle aree controllate dai ribelli. Più precisamente nell’Ucraina orientale, dopo che Putin ha riconosciuto la loro indipendenza. L’Ungheria intanto ha annunciato che dispiegherà militari al confine, a quanto sembra l’unica tra gli alleati della Nato a preparare le difese. Il governo ungherese ha dichiarato: I nostri militari saranno impiegati in parte in compiti umanitari“. Il tempo corre e la situazione precipita.

L’Ucraina risponde

Volodimyr Zelensky, presidente ucraino ha dichiarato: “Non abbiamo paura della Russia. I confini internazionali dell’Ucraina resteranno gli stessi, non cederemo niente a nessuno, così rischiamo una guerra totale“.

By Fabio Fiorina e Dimitri Lukashenko

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